È il titolo dell’esclusiva mostra in occasione del Medimex2024, ospitata dal 19 giugno al 14 luglio al Museo archeologico nazionale di Taranto – MARTA.
Un racconto per immagini, attraverso 60 scatti, tra vita professionale e privata, di John Lennon e Yoko Ono.
Il fotografo Bob Gruen sarà presente, parteciperà mercoledì 19 giugno ad un incontro al MArTA di Taranto.
La mostra dialogherà con le migliaia di reperti in esposizione all’interno del Museo, luogo di tutela e di ricerca, centro di riferimento scientifico per la comunità archeologica internazionale, aperto al dialogo con il contemporaneo e con tutte le espressioni artistiche di ogni epoca.

La mostra racconta la collaborazione più importante del fotografo, ovvero quella con John Lennon e Yoko Ono. Poco dopo che la coppia si era trasferita a New York nel 1971, Bob Gruen divenne loro fotografo personale, oltre che amico, riuscendo così a documentarne, attraverso la sua macchina fotografica, immagini che li ritraevano sia nella vita professionale che in quella privata. Nel 1974, durante uno shooting con Lennon, Gruen suggerì all’ex Beatles di indossare la t-shirt bianca con la scritta New York City, che Gruen stesso gli aveva comprato in una bancarella per turisti circa un anno prima. Il risultato di quella sessione fotografica furono le oramai iconiche immagini di John Lennon, forse le sue foto più famose, mentre indossa la maglietta bianca – le maniche furono tagliate da Gruen stesso – con lo skyline della sua città adottiva sullo sfondo. Che fossero scatti di Lennon e Yoko mentre camminano insieme in un parco, oppure quelle incluse nel booklet del disco “Walls and Bridges”, o ancora Sean Lennon appena nato, Lennon davanti alla Statua della Libertà mentre fa il segno della pace, il lavoro di Gruen testimonia quasi dieci anni di vita di John e Yoko a New York, dopo lo scioglimento dei Beatles.

Con il risultato incoraggiante di oltre 33mila presenze nei primi quattro mesi dell’anno, il Museo archeologico nazionale di Taranto, si appresta a vivere la prossima domenica di apertura gratuita del MArTA.

Domenica 5 maggio torna, infatti, l’appuntamento con #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura, che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali.
“Si tratta di una buona consuetudine che suona come una festa, una pratica di fruizione culturale, che speriamo nel tempo possa consolidarsi, facendo crescere i numeri di cittadini propensi ad un sempre maggiore approccio all’arte, alla cultura, all’archeologia” – dice la direttrice del Museo archeologico nazionale di Taranto, Stella Falzone.
E i numeri da gennaio ad oggi confermano il trend di crescita delle presenze all’interno al polo museale tarantino.
“La crescita è costante – spiega ancora la direttrice, Stella Falzone – ma pensiamo ci siano ancora ampi margini di crescita, considerato l’imminente stagione estiva ma anche l’ampliamento dell’offerta, che in questi mesi ci vede al lavoro verso la definitiva realizzazione della nuova esposizione delle collezioni permanenti, e per l’affidamento del servizio caffetteria”.
Costante la presenza di turisti stranieri e massiccia l’adesione delle scuole provenienti da tutta la regione.
Il Museo archeologico nazionale di Taranto, domenica 5 maggio sarà aperto per l’intera giornata dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso consentito alle ore 19.00). L’ingresso è gratuito.
Nella stessa giornata sarà possibile prenotare anche attività di visite guidate a pagamento a cura della società Aditus, concessionaria per i servizi aggiunti del MArTA.

Per l’acquisto dei ticket d’ingresso o l’acquisto di ulteriori visite guidate puoi cliccare qui.

È stato firmato oggi, a Roma, al Ministero della Cultura, un protocollo d’intesa tra il MiC, la Regione Puglia e il Comune di Taranto per l’organizzazione e la gestione stabile della rassegna artistica culturale internazionale “Biennale italiana del Mediterraneo”, che si terrà nel capoluogo tarantino.

Al centro dell’intesa la promozione e la valorizzazione strutturata della città di Taranto attraverso la cooperazione interistituzionale e il superamento della frammentarietà delle iniziative in ambito culturale.

Il protocollo è stato firmato dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, dal Sindaco del Comune di Taranto, Rinaldo Melucci e dalla delegata per la Regione Puglia, Bianca Bellino. In video-collegamento il Presidente della Regione, Michele Emiliano. Presenti, tra gli altri, il Capo di Gabinetto del MiC, Francesco Gilioli; il Direttore generale Creatività Contemporanea del MiC, Angelo Piero Cappello e la direttrice del museo MarTa di Taranto, Stella Falzone.

Nell’accordo si evince il rapporto della città di Taranto con il mare e la propria identità derivante dalla posizione baricentrica nel bacino del Mediterraneo.

Il Ministero della Cultura, con la Regione e l’Amministrazione comunale riconoscono così l’interesse comune a intercettare e promuovere attività stabili, manifestazioni, nonché progettualità innovative nel campo delle arti e degli altri linguaggi della creatività contemporanea legati al mar Mediterraneo.

Tra gli obiettivi dichiarati anche la valorizzazione delle regioni italiane che si affacciano sul Mediterraneo, esaltando i profondi legami interculturali, interreligiosi, economici e commerciali con gli altri Paesi e le altre regioni dell’area, nonché il potenziamento e la promozione della ricerca, sostenendo i talenti e le eccellenze italiane nel campo dell’arte, dell’architettura, della fotografia, del design e della moda.

Il progetto della Biennale del Mediterraneo è fondamentale per le nostre politiche culturali perché noi pensiamo che la cultura debba essere diffusa su tutto il territorio e che il Mezzogiorno d’Italia possa rappresentare una straordinaria occasione di sviluppo socio-economico. Taranto è una città che ha una grande storia nel suo dna e una vocazione innata alla cultura. Si tratta solo di organizzare infrastrutture culturali moderne ed efficaci. La Biennale del Mediterraneo si candida ad essere un grande attrattore capace di guardare a tutta l’area del Mediterraneo e all’Africa. Da parte mia ci sarà il massimo impegno e impulso su questo progetto”, ha affermato il Ministro Sangiuliano.

La Biennale del Mediterraneo – ha dichiarato il presidente Emiliano – sarà una pietra miliare della rinascita di Taranto. Il progetto era pronto da tempo, ma senza il contributo del ministro Sangiuliano non lo avremmo attualizzato così rapidamente. Grazie ai tanti progetti realizzati in questi anni, la città ha cominciato a riscrivere la propria storia e molto presto riusciremo a parlarne non più come di una città con problemi ambientali e di lavoro, ma anche e soprattutto come di una delle capitali culturali ed economiche del Mezzogiorno, dell’Italia e del Mediterraneo. Del resto, questo destino è impresso nella storia prestigiosa della città. Taranto è il simbolo della perseveranza e di una Puglia che non molla mai”.

Per il sindaco Melucci: “In continuità con il nostro programma di riconversione economica, di rigenerazione urbana e di valorizzazione delle nostre antiche radici, abbiamo gettato le basi per promuovere nell’area del Mediterraneo il ruolo di Taranto quale polo culturale, poiché riteniamo che proprio la cultura possa essere una leva importante per il cambiamento economico. Desideriamo dare della nostra città, che sta vivendo un fermento positivo in più campi, un’immagine diversa, emancipata dalla monocultura industriale, non solo attraverso interventi di recupero e promozione del prezioso patrimonio storico-artistico posseduto, ma anche attraverso il supporto ad iniziative di ricerca e sviluppo nel campo delle arti, dei linguaggi della creatività contemporanea e delle nascenti industrie innovative che la città ospita. La rassegna avrà tra i suoi obiettivi, non solo quello di esaltare i profondi legami interculturali, interreligiosi, economici e commerciali con gli altri Paesi dell’area, ma anche intercettare, elaborare, valorizzare e diffondere le nuove tendenze della creatività contemporanea nel Mediterraneo di tutte le forme di arte: da quella performativa alla fotografia; dalla moda all’architettura; dal cinema al design”.

Simone Cristicchi firma “Kybalion”

Il nuovo quadro sonoro del Museo archeologico nazionale di Taranto

Martedì 23 aprile alle 12.30, nel Museo archeologico nazionale di Taranto, la presentazione di “Kybalion”, il titolo del “quadro sonoro” composto dal Maestro Simone Cristicchi. Si tratta della terza installazione all’interno del MArTA, dopo quelle realizzate dal Maestro e Premio Oscar, Dario Marianelli, e dal cantautore Achille Lauro. Altri “quadri sonori” installati in città sono stati composti e diretti dal Maestro Remo Anzovino (Concattedrale Gran Madre di Dio), dal Maestro John Rutter (Cattedrale di San Cataldo) e dal Maestro Giovanni Sòllima (Castello aragonese).

All’incontro con i giornalisti erano presenti lo stesso compositore, la direttrice del Museo archeologico nazionale di Taranto, Stella Falzone, e il direttore dell’Orchestra della Magna Grecia, Piero Romano.

«Ho composto l’opera Kybalion dedicata alla Collezione Ricciardi – spiega Simone Cristicchi – lasciandomi ispirare dall’atmosfera dei suoi affascinanti dipinti; l’iconografia sacra presente sulle tele mi ha dettato una musica di atmosfere rarefatte, melodie malinconiche e imponenza orchestrale: la musica e il sacro, come unite da identica intenzione, hanno la capacità di elevare l’animo umano, agendo direttamente con le nostre cellule cerebrali, al fine di “trasumanar”, di andare oltre l’umano, di sperimentare la Grazia e l’Oltre, laddove il Tutto si dipana nello spazio e nel tempo, informando di sé il nostro esistere eterno».

«La musica, come l’arte, anche quella che viene dal passato, hanno un potere comune: quello di travalicare il presente e trasportarci quasi in un’altra dimensione. Il progetto dei “Quadri Sonori” dell’Orchestra della Magna Grecia ha proprio questo potere: rendere immortale e perenne, oltre l’oggi, l’arte e la cultura – commenta la direttrice del Museo archeologico nazionale di Taranto, Stella Falzone – La sensibilità del Maestro Cristicchi è, inoltre, una garanzia di quello che lui stesso chiama l’”oltre”. Una visione quasi microscopica e dettagliata del rapporto tra il suono e le opere che lo hanno ispirato. Tra queste vale la pena ricordare le opere di Luca Giordano , Francesco Solimena, Rutilio Manetti, Francesco De Mura e Paolo De Matteis».

«Con il quadro sonoro di Simone Cristicchi si completa un percorso – dice il Maestro Piero Romano, Direttore artistico dell’Orchestra Magna Grecia – studiato con la Direzione del Museo archeologico MArTA di Taranto, con lo scopo di offrire ai visitatori, per ciascun piano, un’opera originale; “quadri” di estrazione culturale, esperienza artistica completamente distanti fra loro: dopo Achille Lauro e Dario Marianelli, ecco la visione artistica di Simone Cristicchi dedicata alla Collezione di Monsignor Giuseppe Ricciardi. Questo “quadro” assume il valore di un omaggio alla devozione culturale, all’interesse della propria comunità, invitando a una cultura rispettosa dell’identità umana. La collezione Ricciardi è nel Museo per volontà dello stesso Monsignore, che espresse questo desiderio in punto di morte. Una collezione della quale fanno parte quadri estremamente importanti. Narrare la visita della Collezione collocata al secondo piano del Museo, attraverso la musica di Simone Cristicchi, è per tutti noi motivo di grande soddisfazione. Grazie all’azione coordinata con il Museo archeologico, sono orgoglioso di poter annoverare nel patrimonio artistico della città di Taranto un’altra opera esclusiva. Infine, un particolare ringraziamento al Maestro Valter Sivilotti, che ha rivestito un ruolo importante nell’aver arrangiato e diretto questo “quadro sonoro”».

«Collaboro con Cristicchi dal 2011 – spiega il Maestro Valter Sivilotti – con lui, negli anni, ho sviluppato una grande sintonia; a proposito di “Kybalion”, Simone mi ha inviato una composizione che ho amato subito; affascinanti spunti melodici sui quali ho costruito la partitura per l’Orchestra della Magna Grecia: è una composizione molto suggestiva che presenta movimenti cantabili, a tratti struggenti, con un pathos molto elegante; l’elemento romantico dell’opera si contrappone a una parte centrale, molto ritmica, anche questa di grande suggestione, fino alla conclusione con la ripresa del tema iniziale».

«I tre movimenti musicali di cui di “Kybalion” si compone – conclude Cristicchi – rappresentano i tre gradi della grande Opera Alchemica di purificazione, attraverso la quale gli antichi alchimisti raggiungevano l’elevazione spirituale trasformando la materia informe in oro, metafora del processo di chiarificazione della mente disordinata. L’arte figurativa e la musica, in uno sposalizio che trascende le forme, divengono così metafora di ricerca esistenziale, in grado di traghettare l’essere, laddove le parole non possono arrivare».

Risale al pomeriggio di sabato 30 settembre dello scorso anno, la visita al Museo di Cristicchi, che nell’occasione aveva già indicato ai giornalisti presenti le prime anticipazioni sul “quadro sonoro” in via di realizzazione.

Simone Cristicchi, dopo anni di successi teatrali, con centinaia di migliaia di spettatori e “sold out” ripetuti, ha incantato il pubblico del Festival di Sanremo 2019 con la straordinaria poesia in musica “Abbi cura di me” aggiudicandosi il “Premio Sergio Endrigo” alla miglior interpretazione e il “Premio Giancarlo Bigazzi” per la miglior composizione musicale. Dopo l’esperienza sanremese, il ritorno sui palchi musicali di tutta Italia con un concerto speciale, concomitante alla pubblicazione dell’album “Abbi cura di me”, prima raccolta dei suoi più noti e amati brani, fra questi, oltre alla stessa “Abbi cura di me”, troviamo “Ti regalerò una rosa”, “Studentessa universitaria”, “La prima volta (che sono morto)”, “Meno male”, “Vorrei cantare come Biagio”, “L’Italia di Piero”, “Che bella gente”.

Cristicchi è un artista profondo e imprevedibile: musicista, attore e autore teatrale, scrittore, oltre che direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo. Tutte le sue sfaccettature prendono forma in una alchimia di parole, immagini, canzoni e racconti.

La Collezione Ricciardi del Museo archeologico nazionale di Taranto

La collezione comprende un’icona bizantina, ascritta tra la fine del XV e gli inizi del XVI sec., che riproduce il tipo della Vergine Odegitria, una lastra in zinco recante un’Addolorata piangente dipinta ad olio, databile al XVI-XVII sec. e diciotto quadri realizzati ad olio su tela, inquadrabili cronologicamente tra il XVII ed il XVIII sec., raffiguranti soggetti sacri. Molte opere sono riconducibili alla scuola napoletana di Andrea Vaccaro (Il Redentore, Amore dormiente), Luca Giordano (Transito di san Giuseppe, Adorazione dei Pastori, Strage degli innocenti), Francesco Solimena (La Maddalena), Paolo de Matteis (Addolorata) e Francesco De Mura (Profeti); di autore ignoto sono invece La Maddalena penitente e il Cristo all’orto. I quadri più tardi (Addolorata tra i santi Nicola e Barbara, Deposizione) sono stati attribuiti al pugliese Leonardo Antonio Olivieri di Martina Franca. A produzioni centro-settentrionali rimandano invece la Santa Cecilia che suona l’organo, del senese Rutilio Manetti, la Circoncisione, copia di autore ignoto dell’opera dell’urbinate Federico Barrocci, ed il Martirio di san Sebastiano, che riproduce un analogo soggetto di Guido Reni.

Nei concerti con l’Orchestra della Magna Grecia, un pensiero rivolto ad Antonio Cosimo Stano. «“Ti regalerò una rosa” è l’esempio, il mio manifesto: raccontare una storia e mettere al centro chi non ha voce, chi è privo di visibilità, in questo caso gli emarginati; ognuno di noi potrebbe cadere nella follia da un momento ed è proprio questo che ci spaventa nella malattia mentale. Trovo interessante utilizzare il palcoscenico, mettere in luce queste realtà di cui poco si parla e dire “Esiste Antonio Cosimo Stano!”, uno dei miei “santi silenziosi”, a volte agnelli sacrificali che muoiono per risvegliarci. Nei miei concerti dedico spesso questa canzone all’anziano disabile picchiato selvaggiamente a Manduria, che il caso ha voluto si chiamasse proprio come il protagonista di “Ti regalerò una rosa”: mi piace pensare a Cosimo come al protagonista di questo brano, che vola finalmente libero, ora che ha fregato tutti trasferendosi in un’altra dimensione».

Oggi nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, si è svolta la conferenza stampa della direttrice del MArTA, Stella Falzone.
“Avevo promesso che ci saremmo rivisti quando ci fossero state importanti novità da comunicare e quindi oggi mantengo la promessa” – ha detto la direttrice, presentando in anteprima le nuove proposte allestitive che riguardano l’istituzione museale tarantina.
“In realtà – spiega – chi in queste settimane è venuto al MArTA, i cambiamenti li ha già potuti notare da vicino, ma, come scelta di stile, abbiamo preferito lasciare in disparte la comunicazione, per non sovrapporci all’importante momento di ritualità e spiritualità che vive la città durante la Settimana Maggiore”.
Terminate le feste, e con l’importante dato di affluenza di 5.159 visitatori tra la Domenica delle Palme e la scorsa domenica 7 aprile, la direttrice ha voluto incontrare la stampa per dettagliare più nello specifico il lavoro in progress che si sta realizzando all’interno del MArTA, per rendere il museo tarantino sempre più attrattivo e interessante. “Innanzitutto presentiamo un progetto che restituisce luce, dopo anni di buio, ai tesori nascosti del MArTA – afferma Stella Falzone – Si tratta della Temporary Art, un contenitore fluido, in uno spazio dinamico come la hall di ingresso del Museo, che ciclicamente porrà in esposizione alcuni dei circa 6mila reperti custoditi nei nostri depositi”.
È un’opera di riemersione che sottolinea la ricchezza di questo sito che da Viola in poi ha saputo raccogliere, custodire e preservare ciò che senza il MArTA si sarebbe potuto perdere, finendo per alimentare il mercato illegale che dalla fine dell’800 agli inizi degli anni ‘90 ha caratterizzato la ricerca archeologica in Puglia. In questo nuovo spazio espositivo anche la community del MArTA potrà diventare protagonista grazie allo “Scelto da voi”. Ogni mese infatti, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto proporrà una selezione di alcuni reperti dei depositi, e il più votato dal pubblico conquisterà uno spazio da protagonista nelle vetrine di ingresso della Temporary Art. Nell’ottica dell’arricchimento delle collezioni rientra anche il progetto in fase di completamento dell’Art in Progress, che di fatto propone nell’esposizione permanente (con circa 16mila reperti – ndr) anche manufatti in oro che erano conservati nei depositi, e ricolloca al centro dei percorsi e alla pubblica fruizione importanti testimonianze archeologiche riportate in patria dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC). Tra questi anche il famoso cratere a volute con scene d’Oltretomba restituito dal Paul Getty Museum di Malibù (320 a.C. circa) e ora esposto al I piano del Museo accanto al Cratere del Pittore di Dario (foto in allegato). L’altra novità importante che riguarda l’esposizione sarà quella che pone in risalto la valenza internazionale del MArTA.

“Attualmente almeno 100 reperti del Museo Archeologico Nazionale di Taranto sono in importanti esposizioni in Cina, America Latina e in mostre in Italia e in Europa – dice Stella Falzone – Si tratta di ambasciatori del nostro patrimonio e del territorio di cui andare particolarmente fieri”.
I cartelli “Reperti in viaggio” esposti nelle vetrine testimoniano i percorsi di cultura che il MArTA è in grado di segnare, riportando al centro dell’attenzione internazionale anche l’importante attività di scambio con altri territori e altre culture. Tra le novità presentate ufficialmente stamattina anche gli spazi già allestiti del MArTA Caffè. Ieri si è chiusa la fase della manifestazione d’interesse per gli operatori commerciali che potranno prestare questo servizio – commenta la direttrice – e contiamo, pertanto, nei prossimi mesi di arrivare all’assegnazione di questo spazio caffetteria, dove arte e gusto si fondono per una nuova experience multisesoriale che migliorerà anche la stessa fruzione del museo.

 

I tesori del MArTA sono apprezzati da tutti e sono esposti nelle mostre più importanti nazionali e internazionali.
La testa di Atena è attualmente esposta presso il Museo Archeologico Antonino Salinas a Palermo per la mostra Sicilia//Grecia//Magna Grecia.

Testa in marmo – prima metà del V secolo a.C.

La testa di Atena è scolpita in marmo e ha un volto ovale con grandi occhi, labbra piene e una fronte a forma di pelta che trasmette un senso di grande solennità. Indossa un elmo di tipo corinzio, con le parti frontali probabilmente realizzate a parte in altro materiale, come suggerisce il tassello rettangolare al centro della testa. Ci sono anche tre fori nella zona temporale, pensati per l’inserimento di ciocche di capelli fatti di bronzo dorato. La testa presenta quindi una doppia lavorazione secondo il modello della tecnica dell’acrolito.

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, terminati i lavori di realizzazione e di allestimento della caffetteria, ha avviato una manifestazione d’interesse per l’affidamento in concessione del servizio dalla stessa, sita al piano terra del Museo, che avrà la durata di un anno.
Si invitano gli operatori economici interessati a prendere visione della documentazione predisposta nella sezione dedicata.
La procedura verrà svolta sulla Piattaforma TuttoGare del MArTA, all’indirizzo https://martataranto.tuttogare.it.
Trovi l’avviso di manifestazione di interesse qui.

I tesori del MArTA sono apprezzati da tutti e sono esposti nelle mostre più importanti di tutto il mondo.
Questa statuetta è attualmente esposta al Maritime Museum di Guangzhou (Canton, Guangdong – Cina) – Mostra “I Doni degli Dei. Apulia Felix tra Greci, Indigeni e Romani”.

La statuetta in terracotta policroma del III sec a.C., rappresenta una figura femminile avvolta completamente, sino al collo, da un ampio himation (mantello), che le copre il braccio destro la cui mano stringe sul petto il vestito. I capelli, bipartiti sulla fronte, sono tenuti da un fazzoletto dipinto in bianco e fermati da un diadema a nastro tra i capelli, in lamina d’oro.
La pettinatura termina sul retro a “rotolo”. Le tonalità rosa e lavanda del mantello potrebbero ricordare le varianti cromatiche della porpora tarantina.

È terminata la scorsa domenica 29 ottobre, con il concerto live di Alex Wyse, la rassegna “MUSICA FLUIDA”. Un format che ha previsto per cinque date di ottobre un’attività tematica all’interno del museo MArTA e un live di alcuni degli artisti più amati dalla Generazione Z.
Un successo che ha consentito a giovani cantautori e gruppi musicali di farsi ispirare da tanta bellezza e contemporaneamente a molti più giovani spettatori di accrescere la loro cultura.
Mi ha affascinato l’idea che tanti anni fa gli uomini siano stati in grado di realizzare oggetti così belli e raffinati – ha detto Alex Wyse, nome d’arte di Alessandro Rina, giovane cantautore italiano che conta oltre 60milioni di streaming sulle piattaforme digitali e volto conosciuto di Amici 2022.
Stregata dal MArTA anche Clara, la cantautrice 24enne conosciuta sul piccolo schermo anche per il ruolo di Giulia nella fiction cult per i teenagers “Mare Fuori”, e che per MUSICA FLUIDA si è esibita al Museo Archeologico Nazionale di Taranto, lo scorso 18 ottobre.
Questi gioielli e ornamenti per la testa sono meravigliosi – dice – ed è bellissimo anche per noi artisti poter cantare dentro un museo e invito tutti a venirci perché è bellissimo.
Inviti alla fruizione museale arrivati da vere e proprie star dei social e della comunicazione digitale.
Prima di Alex Wyse e Clara al MArTA avevano registrato il tutto esaurito anche i concerti di Angelina Mango, Alfa e i Colla Zio.

La mostra “Forme e Colori dell’Italia Preromana. Canosa di Puglia”, a cura del direttore generale Musei Massimo Osanna e del direttore regionale Musei Puglia, Luca Mercuri, dopo il successo dell’esposizione al Museo Nazionale di Belle Arti di Santiago del Cile, fa tappa nella Sala Roma dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires.
Fino al 2 febbraio 2024, (prossima tappa l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico fino ad agosto 2024 – ndr) il pubblico potrà apprezzare incredibili reperti archeologici originali preromani appartenenti alla cultura Dauna (IV e II secolo a.C.).
Armature, ceramiche, gioielli, ornamenti ed altri importanti reperti archeologici provenienti dalle colonie greche arrivate in Puglia prima della dominazione romana saranno esposti nella Sala Roma dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, racconteranno i tratti peculiari della cultura dei Dauni, attraverso materiali archeologici provenienti da uno dei principali centri della regione, l’area di quella che oggi è Canosa di Puglia.
Qui, tra il IV e il II secolo a.C., i cosiddetti principi, personalità ai vertici delle elite locali, venivano sepolti in tombe di famiglia, scavate nel tufo locale, gli ipogei, con ricchi corredi funerari che ostentavano, davanti alla comunità, il loro status economico e culturale.
I pezzi selezionati provengono in gran parte dai depositi del Museo Archeologico Nazionale di Canosa di Puglia e del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), ma anche dai depositi della Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Foggia e Barletta-Andria Trani, del Museo Archeologico di Santa Scolastica e della Soprintendenza Nazionale per i Beni Culturali Subacquei con sede a Taranto.
La realizzazione di questa straordinaria mostra si inserisce nell’ambito del programma di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale italiano all’estero denominato Il racconto della bellezza, frutto della collaborazione congiunta tra la Direzione Generale dei Musei del Ministero della Cultura (MIC) e la Direzione Generale della Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), rete di cui fanno parte gli Istituti Italiani di Cultura.

Tra i capolavori custoditi all’interno della collezione Ricciardi da segnalare vi è certamente “L’Addolorata”di Paolo De Matteis (Piano del Cilente, 1662 – Napoli 1728).
Il quadro appartenente all’iconografia sacra di XVII-XVIII secolo, appartiene all’importante collezione donata da Mons. Ricciardi nel 1907.
Nel quadro di De Matteis, come descritto nel Vangelo di Luca, la Vergine ha un pugnale che le trafigge vesti e cuore. Il volto è dolente e in lacrime, ma le mani e le braccia sono protese e aperte ad indicare la rassegnazione e la accettazione del volere di Dio. Quattro cherubini disposti sui due lati della tela sembrano partecipare al dolore con i visi fortemente espressivi.
È evidente il senso patetico della scena ma nello stesso tempo la sua composizione estremamente sobria, realizzata con una tavolozza di colori sfumati dal bruno al rosso della veste dell’Addolorata, cui fa da unico elemento di contrasto il cupo azzurro del mantello.
La tela è giunta al Museo di Taranto attraverso la donazione della collezione dei quadri di Monsignor Giuseppe Ricciardi, vescovo di Nardò, che nel proprio testamento redatto nel 1907 lasciò diversi quadri direttamente al Museo di Taranto.
La collezione, visibile nel piano ammezzato del MArTA, comprende molti importanti dipinti della scuola napoletana e pugliese fra Barocco e Rococò.
Paolo De Matteis ha inoltre realizzato a Taranto intorno al 1713/1714 la decorazione del tamburo e della cupola del Cappellone di San Cataldo in Duomo la rappresentazione dei miracoli e la sua salita in cielo, accolto in piena gloria.

“E’ bello vedere come in questi musei ci sia questa volontà di avvicinare la Generazione Z alla cultura. Forse è un format che dovrebbero adottare anche altri musei di fama nazionale. È tutto molto bello perché la cultura, come l’arte, non muoiono mai e sono il nostro bagaglio”.
Parola di Andrea De Filippi, in arte ALFA, ventitreenne genovese ospite del MArTA nell’ambito della rassegna “MUSICA FLUIDA” e che con la hit estiva “Bellissimissima” ha ottenuto il doppio disco di platino. Al suo attivo più di 415 mila iscritti al canale Youtube e oltre 1.5 milione di follower su TikTok, ALFA conta oltre 511 milioni di stream sulle piattaforme digitali e oltre 160 milioni di views su Youtube. Le sue canzoni sono state condivise in oltre 500mila video su TikTok e i suoi ultimi video sono entrati ai vertici delle tendenze di YouTube.
Un altro successo per la rassegna andata sold out in tutti i suoi appuntamenti sinora e proposta dall’Orchestra della Magna Grecia, insieme alla direzione del MArTA e con il sostegno del MIC- Ministero della Cultura, della Regione Puglia, del Comune di Taranto e della Provincia di Taranto
In questa rassegna colpisce soprattutto l’emozione dei ragazzi – ha detto Claudia Lucchese, delegata alla guida del MArTA dal Direttore Generale Musei, prof. Massimo OsannaPasseggiavamo tra le sale espositive con questo giovane artista e incontravamo i ragazzi e le ragazze suoi fans. Erano emozionatissimi. Speriamo che raccontino di questa loro esperienza al museo ai coetanei. Cambieranno probabilmente la percezione di questo luogo e si avvicineranno sempre di più alle nostre collezioni e alla loro storia. E allora potremo dire che abbiamo colpito nel segno”.

Sento la responsabilità di un luogo che dovrò musicare e sono emozionato come lo sposo prima dell’incontro con la sposa, così parafrasando Dostoevskij dico che siamo noi che abbiamo il dovere di salvare la bellezza e non solo viceversa. Gli artisti lo devono fare recuperando anche lo spirito della musica, lo spirito dell’arte in generale che è libera dalle logiche del mercato, dai numeri e dalle classifiche”.
Così il maestro Simone Cristicchi ieri al Museo Archeologico Nazionale di Taranto per prendere contatto diretto con la Collezione Ricciardi, pinacoteca del MArTA a cui il noto cantautore romano dovrà dare “un’anima musicale”.
I “Quadri Sonori”, progetto originale e registrato dell’ICO Magna Grecia e del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, realizzato in collaborazione con il MIC, la Regione Puglia e il Comune di Taranto infatti riporta a Taranto un grande artista chiamato ad interpretare in musica un pezzo di patrimonio culturale e comporre così un “quadro sonoro” che diventerà parte integrante di quel luogo.
Questo progetto è una tappa di un lungo percorso intrapreso dal Museo di Taranto verso un’apertura ulteriore all’esterno e alla comunità che lo ospita – dice Claudia Lucchese, delegata dal direttore generale Musei, prof. Massimo Osanna, alla guida del MArTAI “Quadri Sonori” sono un ulteriore forma d’arte che contribuirà a rendere la fruizione delle collezioni permanenti del MArTA ancora più intima ed esclusiva.
Nella sua residenza artistica al MArTA, Simone Cristicchi è stato accompagnato dal maestro Maurizio Lomartire, tra i fondatori dell’ICO Magna Grecia e da Titti Aresta presidentessa dell’Orchestra omonima.
E’ per noi un grande onore tornare a lavorare con il maestro Cristicchi ed è per noi un grande onore continuare a sperimentare come abbiamo fatto in 30 anni di storia dell’Orchestra – sottolinea il maestro Lomartire.
Non a caso al Museo Archeologico Nazionale di Taranto ci sono già le installazioni dei “Quadri Sonori” del maestro Premio Oscar, Dario Marianelli e del cantautore Achille Lauro.
Gli altri quadri sonori sono quello del maestro Remo Anzovino realizzato per la Concattedrale Gran Madre di Dio del grande architetto Giò Ponti, e quello del Maestro John Rutter, realizzato per la Cattedrale di San Cataldo.
Torno volentieri in questa città che in qualche maniera mi è entrata nel cuore – ha detto ancora Simone Cristicchi – e non vedo l’ora di tornare qui con quest’opera esclusiva dedicata al Museo e alla città.
Nell’elaborazione del “Quadro Sonoro” Cristicchi ha già annunciato che si avvarrà della collaborazione del Maestro Valter Sivilotti.
Nella sua residenza artistica al MArTA, Simone Cristicchi guidato dalla direttrice Claudia Lucchese e dal personale AFAV ha conosciuto più approfonditamente la Collezione Ricciardi e poi ha visitato i piani delle collezioni permanenti.
La generazione Zeta la ama alla follia. E i ragazzi di Taranto non fanno eccezione. In poche ore è andato sold out l’appuntamento di mercoledì 4 ottobre al MArTA con la cantautrice Angelina Mango, che ha da poco annunciato l’uscita del nuovo singolo “Che to’ dic a fa’” il 6 ottobre ed è reduce dal successo estivo di “Ci pensiamo domani”, certificato doppio platino con oltre 30 milioni di ascolti su Spotify e 12 milioni di views su Youtube e dell’album “Voglia di vivere”, disco d’oro.
È il secondo di una serie di concerti rivolti ai giovanissimi inseriti nella rassegna MUSICA FLUIDA, promossa dall’Orchestra della Magna Grecia, insieme al MArTA e con il sostegno del MIC- Ministero della Cultura, della Regione Puglia, del Comune di Taranto e della Provincia di Taranto. Un format, attività tematica nel Museo prima e live dopo, che vuole intrigare gli adolescenti, conducendoli alla scoperta delle meraviglie del Museo Archeologico Nazionale. Il ticket unico, al costo di dieci euro, comprende un percorso di circa 45 minuti nelle sale e poi l’incontro con l’artista e il concerto nella Sala Incontri.
Dopo questo appuntamento al MArTA, Angelina Mango sarà nuovamente in Puglia il 14 ottobre a Bari per una tappa del “Voglia di vivere tour”, il suo primo tour nei club che vede diversi appuntamenti già sold out e partirà il 12 ottobre da Napoli. Il programma di mercoledì 4 ottobre al MArTA prevede alle ore 16.00 l’ingresso, con visite guidate scaglionate. Alle 18.30 il concerto. Il biglietto comprende visita e concerto, non si potrà entrare al museo solo per assistere all’esibizione musicale. La conferenza stampa con l’artista è prevista per le 16.15. Gli appuntamenti con MUSICA FLUIDA, termineranno a fine ottobre.

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, lo scorso 4 ottobre ha fatto il pieno di gioventù. Grazie alla rassegna MUSICA FLUIDA, promossa dall’Orchestra della Magna Grecia, insieme al MArTA e con il sostegno del MIC-Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune e della Provincia di Taranto, ha ospitato infatti la cantautrice Angelina Mango e oltre 100 giovanissimi appassionati e fun.

Si è trattato del secondo concerto della rassegna che propone un format nuovo: attività tematica nel MArTA prima e live nel Chiostro dello stesso dopo. Grazie al ticket unico i ragazzi e le ragazze hanno potuto fruire della doppia proposta culturale e incontrare direttamente Angelina Mango reduce dal grande successo estivo di “Ci pensiamo domani (disco platino con 30 milioni di ascolti su Spotify e 12 milioni di views su Youtube) e che ha da poco ha annunciato l’uscita del nuovo singolo “Che to’ dic a fa”.

Parlando del Museo di Taranto la Mango ha detto: “Mi ha stupito moltissimo. E’ stato bellissimo. Mi ha stimolato tanto e tutto ciò serve perché serve l’apertura mentale”.
Prossimi appuntamenti con MUSICA FLUIDA il 9 ottobre con Alfa, il 18 ottobre con Clara e il 29 ottobre con Merk & Kremont.

Sono 16 i dossier delle città e delle Unioni dei Comuni candidati per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2026, pervenuti al Ministero della Cultura entro il termine previsto del 27 settembre 2023.
Le città sono Agnone (Isernia), con il progetto “Agnone 2026: fuoco dentro, margine al centro”, Alba (Cuneo) con il progetto “Vivere è cominciare. Langhe e Roero, un’altra storia”, Bernalda (Matera), con il progetto “Ascolto. Mondo, Conoscenza e Mistero”, Cosenza, con il progetto “Dai Sogni ai Segni”, Gaeta (Latina), con il progetto “Blu, il Clima della Cultura”, L’Aquila, con il progetto “L’Aquila Città Multiverso”, Latina, con il progetto “Latina bonum facere”, Lucca, con il progetto “Lucca 2026. Abitare la cultura”, Lucera (Foggia), con il progetto “Lucera 2026: Crocevia di Popoli e Culture”, Maratea (Potenza), con il progetto “Maratea 2026. Il futuro parte da un viaggio millenario”, Marcellinara (Catanzaro), con il progetto “L’Incontro nel punto più stretto d’Italia”, Rimini, con il progetto “Vieni oltre. Il futuro qui e ora”, Treviso, con il progetto “I Sensi della Cultura”, l’Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino (Perugia), con il progetto “CulturaXBenessere”, l’Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena), con il progetto “Valdichiana 2026, seme d’Italia” e l’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana (Arezzo), con il progetto “Il Cantico delle Culture”.

Si svolgerà domenica 8 ottobre, nella Masseria Amastuola a Crispiano, l’appuntamento tarantino con la XX Giornata Nazionale, nonché II Giornata Europea degli Amici dei Musei.
Il tema scelto dalla FIDAM quest’anno è :“Paesaggio vissuto. Paesaggio rappresentato”, di grande attualità per il volontariato culturale, chiamato ad una mappatura di luoghi identitari per valutarne persistenze e trasformazioni.
All’appuntamento che si aprirà alle 9.30 con la relazione della prof.ssa Patrizia De Luca, presidente dell’Associazione Amici dei Musei di Taranto, prenderanno parte anche storici, archeologi ed esperti di paesaggio.

Si svolgerà dal 28 settembre all’1 ottobre 2023, nelle sedi del Dipartimento Universitario Jonico in via Duomo 259 e nelle sale del Castello Aragonese di Taranto, il 62° Convegno di Studi sulla Magna Grecia.
Tema di quest’anno sarà “Parthenope e Neapolis: nuovi dati e prospettive di ricerca”, con l’obiettivo di approfondire ulteriormente lo studio e la ricerca su Napoli anche grazie ai numerosi nuovi rinvenimenti archeologici.
L’argomento verrà illustrato attraverso una serie di relazioni e interventi, che saranno poi, come di consueto, pubblicati nei prestigiosi Atti.

La Mostra “Athenaion: tarantini, messapi e altri nel Santuario di Atena a Castro“, ospitata all’interno delle sale del Museo Archeologico Nazionale di Taranto dal 20 dicembre del 2022 si arricchisce dell’atteso catalogo.
Il ruolo degli artigiani e degli artisti della pietra tarantini nella costruzione dell’antico tempio dedicato ad Atena nella località costiera salentina di Castro è stato illustrato nel volume che è stato presentato ufficialmente venerdì 22 settembre nella Sala Incontri del MArTA.
Alla presentazione del volume hanno preso parte Claudia Lucchese, delegata alla direzione del MArTA dal Direttore Generale Musei, prof. Massimo Osanna, Barbara Davidde, soprintendente nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo e il curatore della mostra, Francesco D’Andria, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana per Unisalento.
Il prof. Francesco D’Andria ha relazionato, inoltre, su “Sull’ali dorate. Scoperte a Castro dopo la Mostra”.

Il 16 e 17 settembre prossimi torna a Taranto il “Dominate the water”, la competizione internazionale in acque libere ideata dal campione olimpico e del mondo Gregorio Paltrinieri.

Per il secondo anno consecutivo grandi nuotatori di tutto il mondo, infatti, si danno appuntamento a Taranto per la seconda tappa del circuito di nuoto che comprende anche Cattolica (Rimini), Mondello (Palermo) e Talamone (Grosseto). Al circuito a cui partecipano i più forti nuotatori italiani ed esteri, si accompagnano azioni di sostenibilità ambientale attraverso iniziative dedicate e di promozione culturale dei territori.

A tal proposito il Museo Archeologico Nazionale di Taranto ha stipulato un accordo con la Mediterraneo Sport Taranto, organizzatore della tappa tarantina, e consente l’ingresso degli atleti e dello staff di tecnici e accompagnatori con tariffe scontate.

I cantanti più amati dai ragazzi al MArTA per la rassegna di concerti e visite guidate MUSICA FLUIDA. Dal 15 settembre al 30 ottobre. Angelina Mango, Colla Zio, Alfa, Clara e Merk&Kremont. La musica più amata dai giovanissimi dal 15 settembre arriva al MArTA, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, grazie alla rassegna MUSICA FLUIDA, promossa dall’Orchestra della Magna Grecia, insieme alla direzione del MArTA e con il sostegno del MIC- Ministero della Cultura, della Regione Puglia, del Comune di Taranto e della Provincia di Taranto. Un percorso culturale che parte dall’archeologia per concludersi con la musica.

Un format, “visita guidata + live successivo” che vuole intrigare il pubblico degli adolescenti conducendoli alla scoperta delle meraviglie del MArTA. I ragazzi saranno prima coinvolti in un percorso di 45 minuti all’interno degli spazi espositivi, tra gli Ori di Taranto e il complesso scultoreo di Orfeo e le Sirene, solo per citare due delle perle del museo. Poi, alle 18.30, si gusteranno il concerto. Si inizia venerdì prossimo, 15 settembre. Cinque gli appuntamenti, che termineranno a fine ottobre. Tutto ad un prezzo simbolico di dieci euro a biglietto, per favorire la fruizione, rendendo il format accessibile davvero a tutti. I biglietti saranno disponibili presso la sede dell’Orchestra della Magna Grecia, in via Giovanazzi 28 e online su Ticketsms. Per info 3929199935.

Questa mattina la conferenza stampa di presentazione della rassegna, nella sala incontri del MArTA. C’erano, in rappresentanza delle istituzioni, il sindaco e presidente della Provincia Rinaldo Melucci, l’assessore comunale allo Spettacolo, Fabiano Marti, il direttore artistico dell’Ico Orchestra della Magna Grecia, Piero Romano e Claudia Lucchese delegata alla direzione del Museo Archeologico Nazionale di Taranto dal Direttore Generale Musei, il prof. Massimo Osanna.

DICHIARAZIONI

MELUCCI: «Il MArTa, seguendo una strada tracciata in questi ultimi anni – ha commentato il sindaco e presidente Melucci – si apre a contaminazioni positive e incarna perfettamente il ruolo di moderno contenitore culturale che merita una città in transizione come Taranto. Offrire alle generazioni più giovani l’accesso a piattaforme culturali tradizionali, come un museo archeologico, attraverso stili musicali vicini alle loro inclinazioni, è un’esperienza che sentiamo di condividere, sostenere e replicare. La cultura è un bene da coltivare, prima ancora che da preservare, obiettivo impensabile senza il contributo di chi vivrà il futuro».

ROMANO: «Il nostro percorso da operatori culturali cerca di offrire un servizio alle nuove generazioni che possa rafforzare la conoscenza della tradizione e delle nostre origini in una perfetta simbiosi con la contemporaneità. Musica Fluida è un progetto che invita a vivere i luoghi iconici della cultura museale con grande apertura senza preconcetti e con spontaneità e rispetto».

OSANNA «È un obiettivo ambizioso quello di cogliere la fugace attenzione dei giovanissimi, che si muove in piena linea con il più ampio progetto di un museo come il MArTA, attento alla costruzione di un racconto sempre in costante rinnovamento e all’ampliamento del target di visitatori più tradizionale– afferma Massimo Osanna, Direttore Generale Musei e direttore avocante del Marta. –Il Museo è, oggi più che mai, chiamato ad aprirsi all’interazione e al l’interdisciplinarietà, all’impiego sapiente delle nuove tecnologie, nella perenne tensione verso l’offerta di una nuova esperienza di conoscenza e quindi verso il futuro del nostro patrimonio culturale e archeologico».

LUCCHESE: «Ogni concerto-live sarà preceduto da attività didattiche a tema, organizzate e pensate a misura di adolescenti – spiega Claudia Lucchese, delegata alla direzione del Museo dal prof. Osanna – e questo comporta anche la ricerca di nuovi linguaggi da parte di tutti coloro che nel Museo prenderanno parte a questa iniziativa, intenzionati a rendere il percorso nel museo parte integrante dell’intero evento».

MARTI: «Come amministrazione – ha concluso l’assessore comunale allo Spettacolo, Fabiano Marti stiamo lavorando tanto per promuovere la cultura e la musica tra i ragazzi e questo progetto è un altro tassello per stimolare la fruizione e la visita del museo. Diciamo che l’arrivo di questi artisti è un’ottima scusa per attrarre i più giovani. Il resto lo faranno loro in automatico. L’entusiasmo di quell’età è contagioso, quindi sono certo che utilizzando foto e post sui social network, diventeranno loro stessi promotori delle bellezze del MarTA con i loro follower, con gli amici e con le famiglie d’origine».

Dalla Spagna a Cartagine, passando per Malta, Grecia, Turchia, Libano e dall’Italia con tappe a Siracusa e al Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

È il viaggio della Summer School Rode Trip: una squadra di marinai, navigatori, subacquei e avventurieri appassionati di storia, archeologia, antropologia e fotografia che domenica 10 settembre approderà proprio al MArTA.

La Summer School Rode Trip è una organizzazione no profit statunitense, guidata da JB Duler, nata con lo scopo di supportare la ricerca sul campo, attraverso la nave a vela “Rode Trip”, per ricercatori marini laureati in storia, antropologia e archeologia che studiano le tematiche della colonizzazione, degli insediamenti litorali e delle reti commerciali marittime nel Mediterraneo.

Segui il viaggio dei ricercatori sul profilo Instagram @rodtripexpetions

Con decreto n. 933 del 23 agosto 2023 è stato prorogato al 29 settembre 2023 (ore 18) il termine per la presentazione delle proposte imprenditoriali realizzate nei Comuni assegnatari di risorse per l’attuazione di Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici nell’ambito del PNRR, Missione 1 Component 3 – Cultura 4.0 (M1C3) – Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale” – Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, Linea B.

Un tempio tripartito riconducibile all’età romana, con adiacenti strutture altomedievali, emerso recentemente a Sarsina (FC), città natale del celebre commediografo Plauto, sarà presentato alle Giornate Europee del Patrimonio in programma il 23 e 24 settembre 2023.
Le attività, dirette dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (ABAP) per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, hanno consentito di individuare i resti di una struttura quadrangolare di grandi dimensioni che si può ricollegare a un edificio di culto di età romana, datato in via preliminare al I sec. a.C., coevo con la pavimentazione in lastre di pietra arenaria del foro lasciate a vista nella vicina area archeologica pubblica e ritrovate anche alla base delle evidenze strutturali messe in luce. L’eccezionalità di tale rinvenimento consiste anche nel suo stato di conservazione: un’unica imponente struttura in corsi orizzontali di blocchi di arenaria, identificata come il podio sopra il quale si dovevano ergere i muri dell’antico edificio di culto, secondo la tipologia di tempio italico ben attestata nella penisola, conservato per un’altezza massima di 2,85 m.
Dai dati raccolti dopo gli scavi diretti dall’archeologa Romina Pirraglia, funzionaria della Soprintendenza, e finanziati dal Ministero della Cultura per la parte non interessata dal sedime dell’opera da realizzare (demolizione di una palestra comunale e costruzione di un moderno impianto polifunzionale), emerge che si tratta quasi certamente del Capitolium, di cui rimane il podio rivestito in lastre di marmo, un sistema di scolo delle acque, le frequentazioni e i riusi successivi testimoniati da sepolture e focolari, nonché una probabile fase antecedente che andrebbe ricondotta all’insediamento umbro attestato dal IV sec. a.C.

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A dare l’annuncio dell’attività propedeutica necessaria per la valorizzazione di questo patrimonio archeologico sommerso è proprio Barbara Davidde, Soprintendente della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo che ha sede proprio a Taranto.
In una intervista sul “Quotidiano di Puglia” conferma che si sta compiendo una “attività di ricerca e valorizzazione per questo percorso” ancora non del tutto agibile che per settembre-ottobre dovrebbe concretizzarsi.
“Dobbiamo ancora completare i lavori di quel tratto di mare in cui c’è un relitto sommerso di epoca romana, una nave che trasportava tegole e mattoni per la costruzione, più un grande antemurale (Opera di difesa esterna di un porto – ndr) un frangiflutto che stiamo studiando”.

Sarà aperta fino al prossimo 15 ottobre nell’area delle esposizioni temporanee del MArTA la mostra inaugurata nel dicembre del 2022 “ATHENAION: Tarentini, Messapi e altri nel Santuario di Atena a Castro”, a cura di Francesco D’Andria Accademico dei Lincei, professore emerito dell’Università del Salento e Direttore degli scavi e del Museo Archeologico di Castro e Eva Degl’Innocenti già Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Si tratta di una occasione imperdibile per conoscere meglio anche dal punto di vista scientifico un contesto nuovo di lettura della storia del territorio salentino. Le indagini archeologiche condotte a Castro in provincia di Lecce, a partire dal 200, infatti, hanno permesso di identificare il Santuario di Atena (Athenaion) citato da numerose fonti letterarie, in particolare da Virgilio che, nel libro III dell’Eneide, descrive il primo approdo in Italia dei Troiani in fuga da Troia, guidati da Enea. Gli studi effettuati hanno posto l’attenzione sul ruolo svolto dal luogo sacro come spazio di incontro tra genti diverse, greci, messapi, popoli dell’opposta sponda balcanica, in un punto strategico della navigazione antica, all’ingresso del mare Adriatico.

Prof. Francesco D’Andria, Accademico dei Lincei, professore emerito dell’Università del Salento e Direttore degli scavi e del Museo Archeologico di Castro: “Da Taranto sono arrivati commercianti e militari che controllavano l’ingresso nell’Adriatico, ma sono arrivati anche degli artisti che hanno scoperto le potenzialità della pietra leccese. Ispirati dalla sua duttilità, gli scultori hanno scoperto le infinite possibilità inventando il Barocco leccese. Si ispirano alla loro visione dell’arte, quando si scopre il capitello corinzio fatto di foglie d’acanto. In questo clima di scoperta della natura, gli scultori tarantini inventano a Castro un fregio di 8 metri, probabilmente molto più grande, e incominciano a decorarlo inserendo all’interno alcune figure umane e animali. Questo corrisponde a quello che era la pittura di Taranto e successivamente la ceramica del IV secolo. Esiste un rimando continuo tra gli scultori di Taranto che lavorano a Castro e coloro che hanno lasciato le loro opere a Taranto. Questa mostra è un’occasione unica anche dal punto di vista scientifico. Abbiamo riprodotto la statua di culto dell’Athena rinvenuta a Castro: è la più grande statua mai trovata in Magna Grecia ed è lo straordinario confronto dell’altra statua che abbiamo perso, la statua di Ercole, realizzata da Lisippo, che troneggiava sull’acropoli di Taranto”.

Nella precedente giornata di fruizione gratuita al Museo, lo scorso 6 agosto, i visitatori del MArTA furono 1658, ora però si punto tutto verso la prima domenica del mese di settembre.
Il 3 settembre torna infatti #domenicalmuseo, l’iniziativa che dal 2014, per volere del Ministero della Cultura, consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali.
La visita al Museo Archeologico Nazionale di Taranto è possibile dalle ore 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 19.00).

Sono stati 1658 i visitatori del Museo Archeologico Nazionale di Taranto nella giornata dello scorso 6 agosto. Nella prima domenica del mese con fruizione gratuita il MArTA conferma il suo trend di crescita raccogliendo, insieme ad altri siti italiani i complimenti del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.
Un altro successo per la #domenicalmuseo – ha detto il Ministro – Le numerose presenze nei siti culturali dimostrano ancora una volta il forte legame dei visitatori con il nostro immenso patrimonio. Questo appuntamento mensile rappresenta una splendida occasione per rendere accessibile la cultura a tutti, incoraggiando i cittadini e i turisti a scoprire e apprezzare le ricchezze italiane”.

Sono iniziate in Puglia dallo scorso luglio le riprese del documentario “Il sogno e la materia”, prodotto da Hgv Italia con la regia di Sebastiano Rizzo.
Un progetto scritto oltre che dal regista, da Corrado Azzolini, Andrea Ferrante e Luigi Demitri.
Nel cast Francesco Pannofino, Beatrice Giovani e Michele Piccolo.
Le riprese saranno realizzate interamente in Puglia e i luoghi del racconto saranno l’Anfiteatro Augusteo di Lucera, il Teatro Cittadino di Noicattaro, il Teatro Apollo di Lecce e il Teatro Piccini di Bari. L’introduzione storica sul tema sarà realizzata all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Il documentario esplorerà l’evoluzione dei teatri pugliesi dall’origine nell’antica grecia, attraverso il periodo romano, fino al teatro contemporaneo.
Un viaggio che valorizzerà e diffonderà la conoscenza dei teatri della regione, attraverso un affascinante dialogo tra il racconto storico-architettonico di questi luoghi e la loro magia, arrivando a raccontare il fermento culturale del teatro pugliese a partire dagli anni ‘70 fino ai nostri giorni.

Non un punto di arrivo, ma un nuovo inizio. Rinasce il Museo di Mattinata come Museo Archeologico Nazionale “Matteo Sansone” allestito negli ambienti dell’ex Museo civico, in via Torquato Tasso, concessi dal Comune alla Direzione Regionale Musei Puglia.
Oltre 2500 reperti “di eccezionale interesse artistico, storico e archeologico” che rimandano all’antica cultura dei Dauni in un percorso cronologico che va dall’età protostorica a quella romana. L’allestimento, realizzato dalla Direzione Regionale Musei Puglia in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia prevede sei sezioni e un deposito a vista che richiama nelle forme la nota farmacia che ha a lungo ospitato la collezione. La restituzione al pubblico dell’eredità che il farmacista “Matteo Sansone” ha lasciato allo Stato è cominciata ieri con il taglio del nastro, a meno di un anno dalla donazione della raccolta e dalla consegna dell’edificio.
La collezione, formatasi a cavallo tra Ottocento e Novecento è considerata una fra le più importanti raccolte private della Puglia: nel 1990 è stata dichiarata dalla Soprintendenza archeologica “di eccezionale interesse artistico, storico e archeologico” (D.M. 27 luglio 1990) per il pregio del materiale archeologico di provenienza prevalentemente territoriale, ma soprattutto per il peculiare carattere antiquario che la caratterizza. L’allestimento è composto da testimonianze di stele daunie, monete, oggetti metallici come armi e ornamenti, e reperti ceramici, tra cui vasi figurati provenienti in massima parte dalla provincia di Foggia, in particolare dal Gargano e dall’area della Piana del Tavoliere. Grazie alla generosità della famiglia che ha voluto fortemente che la collezione rimanesse a Mattinata, il Museo rappresenterà un importante attrattore che costituirà un unico polo culturale garganico insieme al Museo Archeologico Nazionale di Manfredonia e al Parco Archeologico di Siponto, in dialogo con gli altri siti statali e non del territorio.
Da qui è partita una fattiva collaborazione con il Comune di Mattinata per individuare lo spazio da destinare a futuro museo, che si è conclusa con la concessione in comodato d’uso gratuito al Ministero della Cultura della struttura già destinata a Museo Civico. La Direzione regionale Musei Puglia, in accordo con la Direzione Generale Musei e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, ha curato i lavori di riallestimento dello storico Museo civico, riorganizzando e riqualificando gli spazi del percorso di visita anche in chiave accessibile.

Un viaggio attraverso il tempo e secoli di storia. Ecco cosa propone Costa Crociere, la compagnia di navigazione italiana specializzata nell’attività crocieristica , che con i 19 attracchi tarantini fino al 7 di ottobre propone nelle sue escursioni a terra il pacchetto MArTA.
Ogni settimana dalla Costa Pacifica (114.500 tonnellate) potrebbero, infatti, scendere a terra circa 3.700 ospiti a cui sarà proposto prima della ripartenza per le isole greche un viaggio a ritroso tra la Magna e l’antica Grecia.
Nel pacchetto in cui si propone la visita al Museo Archeologico Nazionale di Taranto, con la collezione di ori, ceramiche e alla recente acquisizione di “Orfeo e le Sirene”, è inserito anche il tour della città vecchia e il Duomo di San Cataldo.

Si tratta di deposizioni funerarie che si collocano in una fase avanzata dell’età del Bronzo (XII-XI secolo a.C.) e che sono da attribuire con ogni probabilità a persone di rango come dimostra il rinvenimento di un rasoio bitagliente in bronzo tipo Pertosa che, diversamente dagli ornamenti femminili in bronzo e ambra sin qui scoperti, suggerirebbe per la prima volta la presenza di un uomo tra le tombe con corredi di pregio”.
Spiega così Teodoro Scarano il ricercatore del dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento che conduce le indagini nell’area archeologica di Torre Guaceto, in cui, nelle scorse settimane, è stata ritrovata una tomba maschile con ricchi corredi.
Nei prossimi mesi – aggiunge il presidente del consorzio di Torre Guaceto, Rocky Malatesta – gli archeologi saranno impegnati nelle attività di microscavo e nel restauro di ceramiche e manufatti in bronzo” oltre che “nelle datazioni radiocarboniche“. “L’obiettivo – conclude – è raccontare le storie di chi è vissuto più di 3mila anni fa a Torre Guaceto, i miti, i simboli e le ideologie che appartengono alla sfera del sacro“.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare uno schema di Dpcm recante “Regolamento concernente modifiche al Regolamento di organizzazione del Ministero della cultura di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 dicembre 2019, n. 169”, che realizza un primo e importante intervento di riorganizzazione dei musei statali italiani.
Con questo provvedimento, il numero di musei, parchi archeologici e altri siti culturali statali dotati di autonomia speciale sale da 44 a 60. In particolare, saranno tre i nuovi istituti di livello dirigenziale generale: i Musei Reali di Torino, il Museo archeologico nazionale di Napoli e la Galleria dell’Accademia–Musei del Bargello di Firenze, che accorpa le due strutture precedentemente di livello dirigenziale non generale. Inoltre, nascono 17 nuovi istituti di livello dirigenziale non generale.
La proposta di riforma ha ottenuto nelle scorse settimane parere favorevole da parte del Consiglio Superiore Beni culturali e paesaggistici. La bozza preliminare dello schema di decreto sarà inviata al Consiglio di Stato per il parere prima dell’approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri.

La scorsa settimana, una foto scattata all’interno del MArTA è diventata virale sul web e sui canali social del Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Lo scatto ritrae un bimbo di pochi mesi che insieme ai suoi genitori visita il Museo di Taranto. I genitori passeggiano tra teche e reperti e lui si muove gattonando tra le vetrine di gorgoni e tesoretti monetali. Lì dove tutto racconta del passato, si muove con semplicità ma anche immensa forza il presente e il futuro, incarnando in maniera esemplare lo slogan che ormai da alcuni anni accompagna la comunicazione del Museo tarantino, ovvero “Past for the future”.

La foto dimostra anche l’accessibilità del sito museale, e rappresenta la speranza che ci possa essere sempre futuro per la valorizzazione, la tutela e la promozione del nostro patrimonio culturale. Eredità che cammineranno sulle gambe di questi bambini, ovviamente appena avranno imparato a farlo!

Cambiano gli orari domenicali di apertura e chiusura del Museo Archeologico Nazionale di Taranto. D’ora in poi, fatta eccezione per le prime domeniche del mese e per il 15 agosto, gli orari saranno al mattino dalle 9.00 alle 13.00 (chiusura biglietteria alle ore 12.30) e il pomeriggio dalle 15.30 alle 19.30 (chiusura biglietteria alle ore 19.00)

Lunedì 5 giugno 2023 in Sala Spadolini al Ministero della cultura si è tenuto l’incontro inaugurale del primo programma nazionale di sensibilizzazione e formazione sulla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, un ciclo di appuntamenti formativi rivolti alle comunità responsabili degli elementi iscritti alla lista dell’UNESCO.
Quest’anno si celebra il ventesimo anniversario della Convenzione del 2003, che tutela tradizioni, consuetudini e prassi della storia dell’umanità e del mondo che costituiscono giacimenti di sapienza e di dialogo intergenerazionale e interculturale.
In questi 20 anni, l’Italia ha iscritto 17 elementi, di cui 8 condivisi a livello multinazionale: l’Opera dei Pupi siciliani, il Canto a tenore sardo, il Saper fare liutario di Cremona, la Dieta mediterranea, le Feste delle Grandi Macchine a Spalla, la Vite ad alberello di Pantelleria, la Falconeria, L’Arte del “pizzaiuolo” napoletano, L’Arte dei muretti a secco, La Perdonanza Celestiniana, l’Alpinismo, la Transumanza, L’Arte delle perle di vetro, L’arte musicale dei suonatori di corno da caccia, il Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali, La tradizione dell’allevamento dei Cavalli Lipizzani, il Tocatì.
L’evento ha visto interventi delle istituzioni e testimonianze di alcuni membri delle comunità interessate ed è stato inaugurato dal sottosegretario alla cultura con delega all’UNESCO Gianmarco Mazzi.
Il programma, che si inserisce nell’ambito dell’UNESCO global capacity-building e proseguirà fino a dicembre 2023, è stato sviluppato dal Servizio UNESCO del Segretariato Generale del Ministero della Cultura con l’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, nell’ambito delle attività previste dall’Osservatorio nazionale per il patrimonio immateriale UNESCO.

Sostenere progetti capaci di valorizzare, grazie alla creazione di partenariati tra più soggetti, il patrimonio culturale e paesaggistico italiano anche nei Comuni di minori dimensioni: questo l’obiettivo del nuovo bando di Fondazione CDP “Ecosistemi Culturali”.
Il bando mette a disposizione 500mila euro per finanziare progetti che riguardino prevalentemente Comuni con meno di 100mila abitanti. Le iniziative potranno riguardare ogni forma di arte, dalla plastica alla visiva, da quella digitale alla performativa e letteraria, e dovranno coinvolgere il pubblico sui temi principali della contemporaneità.
Particolare rilevanza verrà data alle idee capaci di incrementare l’attrattività del territorio ma soprattutto in grado di avere un impatto positivo sulle località di riferimento nel lungo periodo.
Il bando nasce da un’attenta analisi di Fondazione CDP che evidenzia come, nonostante il settore artistico-culturale italiano continui a registrare un andamento positivo in termini di produzione di beni e servizi, in alcune aree del Paese si registra la carenza di offerta in ambito culturale e di iniziative volte a preservare e valorizzare il patrimonio artistico e paesaggistico.
Secondo i dati ISTAT, nel 2021 è mancata una qualsiasi forma di offerta culturale in 1.243 piccoli Comuni italiani (il 15% del totale), in cui vivono complessivamente 1 milione e 600 mila abitanti (il 2,8% della popolazione), con un maggiore interessamento del fenomeno del Sud Italia1.
Le proposte, con un budget minimo di 50 mila euro e non superiore a 125 mila, potranno essere presentate tramite il portale dedicato di Fondazione CDP da enti del terzo settore, ONG nazionali e internazionali, ONLUS, associazioni e cooperative entro e non oltre il 22 settembre 2023.
Informazioni operative Il testo del Bando “Ecosistemi culturali” è disponibile sul sito internet della Fondazione CDP: cdp.it/fondazione-bando-ecosistemi-culturali.
Le proposte dovranno essere presentate attraverso l’apposito portale, realizzato in collaborazione con l’impresa sociale SocialTechno srl (TechSoup Italia).
Per informazioni e chiarimenti di carattere tecnico: supporto@fondazionecdp.it.

Raddoppia il numero di visitatori al Museo Archeologico Nazionale di Taranto. A confermarlo è il trend di crescita costante che dopo i boom degli oltre 5mila accessi nel periodo pasquale e in occasione dei primi giorni di esposizione del gruppo scultoreo di Orfeo e le Sirene, dimostra il primato del MArTA come il sito culturale più gettonato per la città bimare.
Numeri importanti che anche nell’ultima domenica di ingresso gratuito al museo (domenica 2 luglio), lasciano presagire un’estate con il segno più per le visite a tutte le esposizioni permanente e temporanee del MArTA.

Terminati gli esami di Stato, i giovani italiani si apprestano a vivere una stagione nuova fatta di scelte. Il Ministero della Cultura ormai da alcuni anni intende accompagnare i 18enni verso un percorso formativo a tutto tondo che comprende anche la fruizione di “prodotti” culturali.
Se siete del 2004 o avete un figlio o una figlia nata in quell’anno vi ricordiamo che è possibile fino al 31 ottobre registrarsi con SPID o CIE sul sito www.18app.italia.it e ottenere il Bonus Cultura di 500 euro per acquistare: biglietti per cinema, teatri, concerti, eventi culturali, musei e monumenti o parchi archeologici; musica, libri, abbonamenti a quotidiani e periodi, anche in formato digitale, prodotti dell’editoria audiovisiva; corsi di teatro, musica e lingue straniere.
Il bonus è spendibile fino al 30 aprile 2024.

La tomba dell’Atleta di Taranto conservata al MArTA si offre come speciale “testimonial” del Campionato Italiano di Aquathlon che si disputerà per il secondo anno consecutivo nel capoluogo ionico, domenica prossima 2 luglio.
Il celebre atleta di Taranto diventa quindi un simbolo dal forte valore culturale, storico e sportivo che suggella il protocollo d’intesa tra Museo Archeologico Nazionale di Taranto e Asd Triathlon Taranto, con la collaborazione della Federazione Italiana Triathlon (Fitri). L’accordo ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio storico, paesaggistico, culturale e sportivo di Taranto, in una prospettiva di sviluppo e crescita in cui la cultura e lo sport hanno un ruolo fondamentale nella rigenerazione sociale e territoriale.
In occasione del Campionato Italiano di Aquathlon, a Taranto giungeranno circa 350 atleti ai quali vanno aggiunti accompagnatori, staff tecnici, giuria, dirigenti sportivi. Centinaia di persone, molte delle quali provenienti da fuori regione, che potranno ammirare i capolavori custoditi nel MArTA proprio in virtù dell’intesa firmata nei giorni scorsi dalla funzionaria delegata alla direzione del MArTA, Claudia Lucchese e dalla presidente dell’Asd Triathlon Taranto Edvige Mattesi.
Una delegazione di dirigenti della Fitri, guidata dal presidente nazionale Riccardo Giubilei e dal presidente regionale Antonio Tondi e dell’Asd Triathlon Taranto composta da Edvige Mattesi e Luigi Giannotte, ha visitato qualche giorno fa la tomba dell’Atleta risalente al V secolo a. C. Non un atleta qualsiasi, ma il vincitore degli antichi giochi delle Panatenaiche, esperto nella specialità del pentathlon, come dimostrano le anfore deposte nella sua tomba. Una guida di grande valore per gli atleti che si contenderanno il titolo nazionale maschile e femminile nell’incantevole scenario del Castello Aragonese, del Canale Navigabile e del Lungomare di Taranto.
L’atleta, il cui scheletro è visibile nella Sala VII (vetrina 89) del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, probabilmente rappresentò la città nel V sec. a. C. nelle gare delle Panatenee – dichiara Claudia Lucchese, la funzionaria archeologa delegata dal Direttore Generale Musei, prof. Massimo Osanna alla direzione del MArTA – ma è anche il simbolo di una civiltà che riteneva che la formazione sportiva fosse alla base della corretta crescita dei giovani aristocratici, in una continua ricerca di armonia ed equilibrio che può fornire uno spunto anche per le civiltà di oggi”.
Ringraziamo la dottoressa Lucchese per aver accolto la nostra sollecitazione – afferma Edvige Mattesi, presidente dell’Asd Triathlon Taranto – la collaborazione con uno dei più importanti e prestigiosi musei archeologici del mondo ci riempie di orgoglio ed è un’occasione di promozione del patrimonio artistico e culturale della nostra città. Crediamo fermamente che i grandi eventi sportivi debbano essere considerati non solo per il loro valore tecnico e agonistico, ma anche come opportunità di valorizzazione del territorio. L’Atleta di Taranto è un simbolo universale e il suo valore può diventare un buon auspicio in previsione dei Giochi del Mediterraneo del 2026”.

Lo scorso martedì 20 giugno nella sede della Soprintendenza Nazionale per il patrimonio culturale subacqueo si è svolta la conferenza stampa per la presentazione e inaugurazione della mostra “Recuperati dagli Abissi”, nel corso della quale sono stati esposti i reperti rinvenuti durante i lavori per l’installazione del gasdotto TAP tra le coste albanesi e quelle italiane, a circa 780 metri di profondità, riferibili al carico di un relitto dei primi decenni del VII secolo a.C.
Il carico costituito da ceramiche di manifattura corinzia, in particolare contenitori per il trasporto di derrate alimentari e ceramica fine da mensa, è un ritrovamento eccezionale e di grande valenza scientifica.
Le operazioni di recupero hanno consentito il prelievo dal fondale di 50 reperti: 2 anfore da trasporto del tipo corinzio A, 5 hydriai, 3 oinochoai, 1 brocca, 10 skyphoi e 1 pithos, rinvenuto in stato frammentario. Durante il restauro all’interno del pithos sono stati rinvenuti altri 28 skyphoi impilati, le anfore hanno restituito, invece, numerosi noccioli di olive.
Queste importanti testimonianze del mondo antico saranno esposte in un percorso di visita di tipo immersivo in cui l’utilizzo di immagini, videoproiezioni ed effetti sonori mira a ricreare nel visitatore la sensazione di “immergersi negli abissi” del Canale d’Otranto.
Un’esperienza di visita in cui l’utilizzo di tecnologie digitali, installazioni tattili e di realtà aumentata regala al pubblico una fruizione attiva, suggestiva e coinvolgente, con il racconto delle fasi più antiche del commercio mediterraneo agli albori della Magna Grecia. Sarà presente, inoltre, una sezione dedicata ai più piccoli, i quali potranno conoscere un tassello della loro storia divertendosi. Il recupero, il restauro dei materiali archeologici e la mostra sono stati realizzati con il supporto di TAP.
La mostra introdotta da Barbara Davidde, Soprintendente Nazionale per il patrimonio culturale subacqueo sarà visitabile all’interno delle Sale dell’ex convento di Sant’Antonio (via Viola – Taranto) fino al prossimo 31 dicembre 2023.

Il Ministero della cultura ha indetto una selezione pubblica per il conferimento dell’incarico di direttore per dieci siti museali italiani. Tra questi anche il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Gli altri Musei interessati alla selezione sono la Pinacoteca di Brera, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, le Gallerie degli Uffizi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, le Gallerie Estensi, le Gallerie Nazionali diArte Antica, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Museo Nazionale d’Abruzzo.
Gli interessati a partecipare alla selezione possono presentare la propria candidatura sul sito del Ministero, entro le 12 (ora italiana) del giorno 14 luglio 2023.
Tutte le info all’indirizzo: (clicca qui)

Un euro in più. L’emergenza in Emilia Romagna in seguito alle alluvioni non ha risparmiato i beni culturali e il patrimonio artistico italiano è chiamato a dare il suo contributo. Dal 15 maggio e fino al 15 settembre, pertanto, ai visitatori dei musei statali sarà chiesto il contributo di un euro in più per i biglietti: il ricavo addizionale sarà interamente utilizzato a favore delle aree colpite.
A stabilirlo è un decreto legge (D.L. 1 giugno 2023) con cui il Governo ha voluto contribuire a finanziare gli interventi di tutela e ricostruzione nelle aree colpite dall’alluvione dello scorso 1 maggio.
Per il Museo Archeologico Nazionale di Taranto il costo del biglietto intero passerà da 8 a 9 euro, quello ridotto da 2 a 3 euro, e quelli in convenzione del 50 o del 25 per cento, passeranno rispettivamente da 4 a 5 euro e da 6 a 7 euro.

Dal 16 al 18 giugno si celebreranno le Giornate Europee dell’Archeologia.
A Taranto protagonista della tre giorni è il MArTA con un programma tutto incentrato sulla fruizione da parte dei bambini. Saranno loro infatti gli “Archeologi per un giorno”, impegnati all’interno del Chiostro che ospita il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, in un laboratorio che simula alla perfezione uno scavo archeologico e il trattamento dei reperti rinvenuti nello stesso.
Il 16, il 17 e il 18 giugno, dalle 17.00 alle 18.30 i bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, accompagnati da almeno un genitore o un adulto, potranno immergersi nell’atmosfera che attesa e meraviglia che contraddistingue la vita di milioni di archeologi nel mondo. Professionalità e passione a cui dobbiamo anche l’opportunità di persistenza del patrimonio, della nostra storia e della nostra identità.
Le Giornate dell’archeologia in Europa sono gestite dall’Istituto Nazionale di Ricerca Archeologia Preventiva della Francia (Institut Nazional de Recherches Archéologiquest Préventives) e organizzate in Italia dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Musei.
I bambini e gli adulti che prenoteranno le attività previste nell’ambito del programma delle Giornate Europee dell’Archeologia potranno successivamente visitare le intere collezioni permanenti del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
“In qualche maniera offriamo ai bambini che in quei giorni verranno al MArTA accompagnati dai loro genitori, amici o nonni e zii, di essere proprio loro i novelli Diogene alla scoperta della storia degli uomini – commenta la direttrice Claudia Lucchese, nuova guida del museo tarantino delegata dal Direttore Generale Musei, prof. Massimo Osanna – diventando guide speciali anche per gli adulti in un vero e proprio viaggio nel tempo alle radici della nostra civiltà”.
Per prenotare l’attività e le visite occorrerà collegarsi al link del nuovo concessionario per i servizi aggiuntivi.

A completare l’offerta di fruizione dei tesori archeologici del territorio, sempre nelle giornate dal 16 al 18 giugno, dalle ore 18,00 alle ore 20,00, sarà possibile visitare gratuitamente la tomba degli atleti in via Crispi e l’area di necropoli di via Marche.
L’attività sarà svolta dal personale della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Subacqueo con sede a Taranto.

Un gruppo di studiosi dell’Università di Bologna ha messo a punto un sistema che si basa sulla collaborazione tra algoritmi di AI e l’esperienza degli archeologi: analizzando foto satellitari della pianura mesopotamica meridionale, il modello è in grado di fare previsioni corrette sulla presenza di potenziali siti di interesse archeologico con un’accuratezza dell’80%.

Un sistema di intelligenza artificiale capace di suggerire con alta precisione la presenza di nuovi siti archeologici nella pianura alluvionale della Mesopotamia meridionale, utilizzata come caso di studio. È il modello nato da una collaborazione tra informatici e archeologi dell’Università di Bologna.

Presentato in Open Access sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, il sistema è stato messo a punto a partire dall’esame automatico di foto satellitari della pianura mesopotamica: i risultati mostrano che è in grado di fare previsioni corrette sulla presenza di potenziali siti di interesse archeologico con un’accuratezza dell’80%.

“Oggi il dibattito sull’AI si concentra spesso sul rischio che queste tecnologie possano sostituire l’uomo anche in professioni che richiedono un alto contenuto di competenze specifiche, ma questo studio ha dimostrato che esiste un’altra prospettiva con cui guardare al problema”, dice Marco Roccetti, professore al Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria dell’Università di Bologna che ha coordinato la ricerca insieme all’archeologo Nicolò Marchetti. “In ambito archeologico, infatti, non solo oggi questo rischio non si pone, ma anzi il raggiungimento di alti livelli di accuratezza nell’individuazione automatica di siti archeologici è possibile solo se si instaura un meccanismo di collaborazione tra algoritmi di AI ed expertise umana”.

Questo perché il problema di partenza – riconoscere potenziali siti di interesse archeologico a partire dall’analisi di foto satellitari – è estremamente complicato. Si tratta di un compito molto diverso e più complesso rispetto ad esempio al riconoscimento automatico dei volti. In quel caso, pur nelle infinite sfumature della morfologia di un viso umano, un algoritmo di apprendimento automatico può essere addestrato con ottimi risultati.

Nel caso degli insediamenti archeologici, invece, ci si ritrova davanti a geometrie che possono variare molto a seconda dei diversi contesti, e questo rende molto difficile il loro riconoscimento con un sistema di analisi artificiale. Neanche meccanismi sofisticati come la segmentazione (semplificare l’immagine dividendola in più parti), il transfer learning (sfruttare modelli pre-addestrati per risolvere nuovi problemi) e la self attention (individuare le relazioni tra elementi diversi a partire da ampi database) riescono a ottenere, da soli, risultati soddisfacenti.

Un ulteriore problema è poi quello della quantità di materiale a disposizione. Un archivio di qualche migliaio di foto satellitari che riportano siti archeologici noti può essere considerato dagli studiosi un patrimonio abbondante di fonti. Ma per dare vita a un sistema automatico che con grande precisione riconosca nuovi punti promettenti in cui scavare, qualche migliaio di foto sono decisamente troppo poche.

Per superare questi ostacoli, gli studiosi dell’Università di Bologna hanno quindi sviluppato una procedura collaborativa che connette il lavoro dell’intelligenza artificiale con quello degli archeologi. Il punto di partenza è stato un webGIS dove – grazie ai progetti di ricerca EDUU prima e KALAM adesso – erano stati raccolti e georiferiti i dati di 16 precedenti ricognizioni archeologiche di superficie con quasi 5000 siti tracciati e verificati.

Il sistema prevede che le indicazioni prodotte dal modello di AI analizzando le foto satellitari vengono corrette e annotate da studiosi esperti (in questo caso la dottoranda Valentina Orrù) e sottoposte nuovamente all’intelligenza artificiale, in un processo di apprendimento progressivo, che è stato supervisionato dal giovane ricercatore Luca Casini. In questo modo è stato possibile raggiungere livelli di accuratezza vicini all’80% nell’individuazione di potenziali siti archeologici nascosti.

“La metodologia che abbiamo messo a punto segue dunque uno schema che nella letteratura è noto come human-in-the-loop method, ma che in realtà raramente trova applicazione in casi significativi, e sicuramente non era mai stato utilizzato nel campo dell’archeologia”, spiega Roccetti. “I numerosi esperimenti che abbiamo realizzato hanno dimostrato che il sistema nel suo complesso può senza dubbio velocizzare la fase esplorativa del terreno: un processo che oggi è condotto dagli archeologi in modo interamente manuale, con grande dispendio di tempo ed energie”.

È da sottolineare, inoltre, che questi promettenti risultati sono stati ottenuti utilizzando modelli e software open source, e attraverso dati e informazioni disponibili liberamente (dalle immagini CORONA degli anni Sessanta fino a Bing Maps): si tratta quindi di un modello adattabile e replicabile per altri contesti di ricerca archeologica.

(fonte Scientific Reports Nature.com)

Quasi due ore di musica da ascoltare con auricolari mentre si visita la mostra su Lou Reed e Warhol realizzata nell’ambito del programma 2023 di Medimex. Con l’International Festival & Music Conference promosso per Regione Puglia da Puglia Sounds e attuato dal Teatro Pubblico Pugliese, torna al MArTA la stagione degli grandi mostre e l’ormai classica playlist sul profilo Spotify del Museo, pensata appositamente per l’evento dal direttore artistico del Medimex, Cesare Veronico.
Ventidue brani da “SundayMorning” dei Velvet Underground a “Vicious” o “Walk on the wild side”di Lou Reed, fino a “White Light Wight Heat” dell’indimenticabile David Bowie.
La playlist è disponibile solo sul profilo Spotify del MArTA e si può fruire all’interno del Museo solo con l’ausilio di cuffiette acustiche. La selezione musicale “Perfect Day. Lou Reed e la New York di Andy Warhol” è disponibile all’indirizzo: (clicca qui)

Vi è anche un pendaglio in oro a forma di ghianda con doppio occhiello di produzione tarantina tra i 750 reperti archeologici rimpatriati da Londra lo scorso 19 maggio, in seguito alle indagini del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, mirate a contrastare il traffico internazionale di beni culturali, sfociate anche in una procedura extragiudiziale e in una causa civile, condotta in stretta collaborazione con il Ministero della cultura attraverso l’Avvocatura Generale dello Stato.
I ritrovamenti, provenienti da scavi clandestini sul territorio italiano, erano confluiti in una società inglese in liquidazione, la Symes Ltd, riconducibile a Robin Symes, importante trafficante di beni culturali.
La società, che si era sempre opposta ai reiterati tentativi di recupero da parte dell’Autorità Giudiziaria italiana, sottoposta a procedura fallimentare nel Regno Unito, è stata citata in giudizio anche in Italia, tramite l’Avvocatura Generale dello Stato, per la restituzione dei beni o il risarcimento civile del danno.
La consegna è stata possibile grazie alle complesse trattative seguite dal Ministero della cultura (Ufficio III del Segretariato Generale, Ufficio Legislativo e Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio), in sinergia e stretta collaborazione con i Carabinieri dell’Arte che, con la fattiva collaborazione dell’Ambasciata d’Italia a Londra, li hanno scortati in Italia. L’accordo per la restituzione è stato siglato l’11 maggio scorso.
L’insieme dei reperti, databili complessivamente tra l’VIII secolo a.C. e l’epoca medievale, il cui valore è stimato in 12 milioni di euro, offre uno spaccato delle molteplici produzioni dell’Italia antica e delle isole, riflettendo al contempo la lacerazione insanabile subita dai numerosi e diversificati contesti archeologici (funerari, cultuali, abitativi e pubblici) oggetto di depredazione, concentrati in particolare nell’Etruria e nella Magna Grecia.

Domenica 4 giugno per l’iniziativa #domenicalmuseo in programma ogni prima domenica del mese si torna gratis anche al Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Durante la giornata di gratuità si potranno visitare all’interno del MArTA tutte le sale dell’esposizioni permanenti, compresa quella della recente acquisizione del gruppo scultoreo di Orfeo e le Sirene, la sala dell’Eco Museo del Mar Piccolo e la mostra temporanea “ Athenaion, Tarantini, Messapi ed altri nel Santuario di Atena a Castro”, prorogata fino al prossimo 15 ottobre.
Per prenotare la propria visita è attivo il nuovo servizio di biglietteria all’indirizzo: https://aditusculture.com/esperienze/taranto/musei-parchi-archeologici/museo-archeologico-nazionale-di-taranto

Giornata speciale, il prossimo 2 giugno, con ingresso libero in tutti i luoghi d’arte dello Stato e quindi anche al Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
In occasione della Festa Nazionale della Repubblicaingresso gratuito in tutti i musei, i siti archeologici e i luoghi d’arte statali.
Per prenotare la propria visita è attivo il nuovo servizio di biglietteria all’indirizzo: https://aditusculture.com/esperienze/taranto/musei-parchi-archeologici/museo-archeologico-nazionale-di-taranto

Nella puntata dello scorso 17 maggio la trasmissione “L’Eredità” il game show condotto da Flavio Insinna su Rai Uno alle 18.45 celebra i successi del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
La domanda posta ai concorrenti che dovevano indovinare tra quattro ipotesi di risposta era la seguente: “Un noto portale basato sulle recensioni degli utenti ha dato il Travellers Choice Award 2022 a quale Museo?”.
Tra le opzioni proposte ai concorrenti c’erano la Reggia di Venaria Reale a Torino, il Museo Madre di Napoli, i Fori Imperiali di Roma e il MArTA di Taranto.
Il concorrente purtroppo ha sbagliato e ha scelto l’importante sito archeologico di epoca romana dei Fori Imperiali, ma ora tutti quelli sintonizzati ieri sera su questa celebre trasmissione che ogni giorno raggiunge circa 2milioni di telespettatori lo sanno che il Museo Archeologico Nazionale di Taranto è tra uno dei più popolari e amati d’Italia.

Al via la raccolta fondi del Ministero della Cultura a sostegno delle persone e delle realtà dell’Emilia-Romagna e delle Marche gravemente colpite dal maltempo. La Direzione Generale Cinema e Audiovisivo ha incaricato Cinecittà di aprire un conto dedicato. Già coinvolte le principali associazioni del settore cinematografico.

Intestazione del conto bancario: IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO PER L’EMILIA-ROMAGNA E LE MARCHE
IBAN: IT21 Z030 6905 0481 0000 0015 390
Per donare dall’estero codice BIC: BCITITMM
Causale: Emergenza alluvione Emilia-Romagna e Marche
I ricavi della raccolta fondi e gli interventi a cui saranno destinati verranno pubblicati sul sito di Cinecittà.

Premiare i vincitori del concorso internazionale per la progettazione del nuovo Stadio del Nuoto di Taranto, icona dei XX Giochi del Mediterraneo del 2026; ma anche permettere ai tarantini sia di ascoltare l’illustrazione e la visione del progetto dagli stessi progettisti vincitori, sia di vedere allestite tutte le 37 proposte arrivate.
Questi gli obiettivi della cerimonia in programma il 12 maggio al museo MArTA di Taranto, organizzata dal Comitato organizzatore Taranto 2026, e che vedrà protagonista il progetto primo classificato, firmato dallo studio pratese MDU Architetti (partner Open Ingegneria, Esa Engineering e il geologo Andrea Fiaschi).
Interverranno il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il consigliere regionale delegato ai Giochi Vincenzo Di Gregorio, il direttore generale del Comitato organizzatore Elio Sannicandro e la presidente della Commissione giudicatrice Maria Piccarreta. Seguirà la premiazione, con la consegna delle targhe ai vincitori, agli altri quattro finalisti e alle due menzioni speciali.
Quindi spazio alla presentazione del progetto vincitore, illustrato dagli stessi architetti di MDU. Infine l’apertura della mostra – aperta al pubblico sino al 18 maggio, orari museo – con l’allestimento di tutti i progetti in gara, giunti anche da Londra, dal Regno Unito, da Berlino,
Parigi, Barcellona.
Nell’occasione sarà distribuito il catalogo completo delle proposte partecipanti al concorso.

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA, sabato 13 maggio, partecipa aprendo alle visite, oltre l’orario tradizionale, ed estendendo la fascia di ingresso fino alle 23.00, alla Notte Europea dei Musei.
La notte dei musei, che si svolge in tutta Europa dal 2005, celebra l’arte e le persone che hanno il desiderio di vivere i luoghi della cultura della città oltre gli orari canonici spesso limitativi per chi ha attività in proprio o esercizi commerciali.
L’ingresso al Museo, nella fascia oraria che va dalle 20 alle 23, sarà per l’occasione al prezzo simbolico di un euro, salvo le gratuità già previste dalla vigente normativa, e consentirà di poter fruire di un’offerta davvero straordinaria – commenta il direttore regionale Musei di Puglia, Luca Mercuri, delegato alla guida del MArTA dal direttore generale musei, prof. Massimo Osanna.
Infatti chi si recherà al MArTA nella giornata di sabato 13 maggio potrà apprezzare tutte le collezioni delle esposizioni permanenti dagli Ori all’atleta, la Mostra prorogata fino al 15 ottobre “Athenaion: Tarantini, Messapi ed altri nel Santuario di Atena a Castro”, quella che dal 12 al 18 maggio celebrerà il progetto vincitore del Concorso Internazionale per la progettazione del nuovo Stadio del Nuoto a Taranto previsto nell’ambito dei Giochi del Mediterraneo 2026, e l’importante spazio espositivo dedicato all’ultima acquisizione permanente del Museo di Taranto, ovvero il gruppo scultoreo del IV sec. a.C. di “Orfeo e le Sirene”.
Per l’occasione sono previsti focus ogni mezz’ora sulla Collezione “Ricciardi” e sul gruppo scultoreo di “Orfeo e le Sirene”.

Per prenotare la propria visita in notturna si può consultare il sito di e-ticketing del MArTA all’indirizzo www.shopmuseomarta.it

È stato firmato lo scorso 2 maggio ad Agrigento un protocollo d’intesa per la collaborazione in materia di conservazione, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo tra i Ministeri per la Protezione civile e le Politiche del mare e il Ministero della cultura.
A siglare l’intesa sono stati il Ministro Nello Musumeci e il Ministro Gennaro Sangiuliano.

I punti salienti dell’accordo, che avrà una durata triennale e potrà essere rinnovato o modificato, prevedono la collaborazione per:
– La definizione di strategie e obiettivi comuni volti a favorire la conservazione, la fruizione pubblica e la valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo;
– L’individuazione, il censimento e il miglioramento delle condizioni di conservazione del patrimonio culturale subacqueo, anche mediante condivisione di competenze tecniche finalizzate all’esercizio delle funzioni e al conseguimento delle finalità prefissate;
– La promozione della conoscenza e della valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo, incrementandone la fruizione pubblica nelle forme più idonee a garantirne la tutela, così da trasmettere i valori di cui esso è portatore;
– L’istituzione di un tavolo tecnico paritetico, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, presso la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero della cultura, composto da due membri designati dal Ministero della cultura e due membri designati dal Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare.

Il successo del MArTA come motore di sviluppo culturale e offerta turistica per Taranto, lo si misura da un dato che mostra il trend di crescita dei visitatori nel raffronto con lo scorso anno e in particolar modo, ad aprile quasi terminato, nei primi quattro mesi del 2023.

Dopo il boom di accessi nel week end appena trascorso e nella giornata di fruizione gratuita del 25 aprile (quasi 2900 visitatori), il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, segna il record dei 20mila accessi nel solo mese di aprile e dei circa 36mila da gennaio ad oggi (nello stesso periodo del 2022 furono 10950).

Siamo a un numero di visitatori più che triplicato (più 215% – ndr) – afferma Luca Mercuri, direttore regionale Musei, che per il direttore nazionale musei, prof. Massimo Osanna, segue il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – mentre ci apprestiamo a vivere un periodo di grande fermento per il MArTA, tra i cantieri per il riallestimento delle esposizioni permanenti, il nuovo impulso alla digitalizzazione e all’accessibilità, e l’imminente stagione estiva che speriamo possa richiamare su Taranto e il suo museo anche turisti e croceristi provenienti da tutto il mondo.

Ricordiamo, infine, che il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, sarà aperto anche il prossimo Primo Maggio, con ticket d’ingresso e orari di fruizione dalle ore 8.30 alle ore 19.30. Per prenotare la propria visita www.shopmuseomarta.it.

Nel 2022 i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, posti a diretta collaborazione del Ministero della cultura e distribuiti su sedici Nuclei e una Sezione nelle varie Regioni italiane, dipendenti dai Gruppi di Roma e Monza, un Reparto Operativo nazionale con Sezioni specializzate per materia e un Ufficio Comando che gestisce la Banca dati di opere da ricercare più antica ed estesa al mondo (1.300.000 files), hanno recuperato 80.522 beni d’arte per un valore complessivo stimato di € 84.274.073. Questo il dato d’insieme nel dossier “Attività Operativa 2022” dell’Unità specializzata dell’Arma, istituita nel 1969 per onorare l’articolo 9 della Costituzione italiana (“la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”) e che, in mezzo secolo di vita, ha restituito al pubblico o ai legittimi proprietari più di tre milioni di beni culturali, nonché sequestrate circa 1.368.267 opere false.

L’attività operativa evidenzia nel 2022 una graduale diminuzione dei reati contro il patrimonio culturale, anche alla luce delle innovazioni legislative che hanno inasprito il sistema sanzionatorio, rendendo più efficace l’attività repressiva. La Legge n. 22 del 22 marzo 2022 ha, di fatto, modificato le disposizioni penali in materia di tutela del patrimonio culturale, attualmente contenute prevalentemente nel Codice dei Beni Culturali (D.lgs. 42/2004), integrando il Codice Penale con 17 nuovi articoli (da 518-bis a 518-undevicies), prevedendo anche la possibilità per gli ufficiali di polizia giudiziaria dell’Arma, specializzati nel settore dei beni culturali, di svolgere attività sotto copertura per contrastare il traffico illecito di opere d’arte.
Tanti i risultati raggiunti, come si legge nelle pagine del dossier ed innumerevoli i recuperi, in molti casi di beni di elevato valore culturale ed economico. Sono state promosse restituzioni alle Comunità italiane ed estere e intraprese innovazioni tecnologiche a partire dalla Banca Dati delle opere sottratte che rappresenta lo strumento investigativo per eccellenza dei Carabinieri dell’Arte.

Tra i recuperi del 2022 si segnala nel settore dei reperti archeologici (17.275) e paleontologici (21.359), a seguire in quello dei beni antiquariali, archivistici e librari (9.653). Nell’ambito della contraffazione, sono state sequestrate 1.241 opere, di cui 951 di arte contemporanea. Inoltre sono stati sottoposti a sequestro reperti archeologici/paleontologici (258) e beni antiquariali/archivistici e librari (32), per un valore complessivo stimato di circa € 86.026.350, qualora immessi sul mercato.
Anche nel 2022 l’azione preventiva è stata sostenuta grazie a una maggiore proiezione esterna dei militari impiegati nel controllo del territorio, che ha permesso di ridurre del 36,8% l’attività illecita degli scavi clandestini (da 38 nel 2021 a 24 nel 2022), con conseguente deferimento di 66 soggetti. Il monitoraggio costante delle piattaforme “e-commerce” ha consentito, nel 2022, di recuperare dai siti web 4.935 beni culturali e deferire 112 soggetti.

Dall’analisi dei dati, rispetto al 2021, si registra una lieve flessione dei furti di beni culturali (-3,7%). Il settore in cui si rileva il maggior decremento (-30%) è quello relativo ai furti in luoghi espositivi pubblici/privati (da 84 nel 2021 a 58 nel 2022), presumibilmente connesso con l’attivazione di misure di sicurezza attiva e passiva dei siti, anche grazie all’attività di informazione, supporto e controllo espletato dai vari Nuclei Carabinieri Tpc sul territorio nazionale.
Nel settore paesaggistico e monumentale, anche nel 2022, i Reparti Tpc hanno continuato un’intensa attività di controllo, effettuando 1.733 verifiche e denunciando in stato di libertà 133 persone.
Importanti recuperi hanno caratterizzato l’anno appena trascorso. Ne è l’esempio la copertina del dossier, ove posano maestosi “Orfeo e le Sirene”, gruppo scultoreo in terracotta della fine del IV secolo a.C., trafugato negli anni ‘70 in Italia Meridionale (Taranto) e rimpatriato a Roma nel mese di settembre 2022. Le sculture, rinvenute in frammenti, passarono nelle mani di diversi ricettatori fino a giungere in Svizzera per un clandestino restauro, poi acquistate dal “The Paul Getty Museum” di Malibu (Los Angeles – USA). Recupero avvenuto grazie all’indagine condotta dal Reparto Operativo del TPC, coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto e in collaborazione con il District Attorney’s Office di Manhattan (New York – U.S.A.) e l’Homeland Security Investigations (H.S.I.).

Le varie attività svolte in cooperazione di polizia con i collaterali Uffici esteri, assieme alla “diplomazia culturale”, hanno permesso il rimpatrio di molte opere di notevole rilevanza, costituendo un’arma vincente nella lotta al traffico illecito dei beni culturali. Fondamentale in tale ambito è il ruolo offerto da Europol che supporta i Paesi aderenti, tramite l’attività di specialisti e analisti dell’European Serious and Organised Crime Centre e che, nel 2022, ha visto nella prestigiosa cornice della sede di Europol a L’Aja l’organizzazione di due eventi di rilievo: la European Police Chiefs Convention (EPCC) e l’European Customs DG, a cui hanno partecipato oltre 380 Rappresentanti delle Forze dell’Ordine dell’Unione Europea e dei principali Paesi partner, provenienti da 49 Nazioni, per discutere gli aspetti operativi e rafforzare lo spirito di cooperazione.
Il Ministero della Cultura, con Decreto Ministeriale n. 128 del 31 marzo 2022, ha istituito – in continuità con la Task Force Unite4Heritage – i “Caschi Blu della Cultura”, rimodulando l’organizzazione, l’attività, i compiti nazionali e internazionali. Il nuovo provvedimento prevede il dispiegamento della task-force italiana all’estero sempre a seguito di un formale invito dell’UNESCO, anche nel caso di richiesta rivolta bilateralmente all’Italia da un altro Paese.

Nel contesto dei contributi formativi all’estero apportati dalla Task Force italiana “Caschi Blu della Cultura”, si menziona la missione svoltasi a novembre 2022 a Buenos Aires (Argentina), nell’ambito della cooperazione bilaterale tra il Departamento Protección Cultural Interpol della Policia Federal Argentina (PFA), il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale d’Italia e i Ministeri della Cultura di entrambi i Paesi, per fornire supporto specialistico all’omologa unità specializzata latino americana per la formazione dei “Los Cascos Azules de la Cultura” argentini.
In territorio nazionale, si ricorda l’impegno della Task Force “Caschi Blu della Cultura” nell’intervento nelle Marche a seguito dell’emergenza maltempo del settembre 2022.
Tra le esposizioni di beni culturali recuperati dai Carabinieri TPC, l’inaugurazione celebrata il 15 giugno 2022 a Roma del “Museo dell’Arte Salvata” presso l’Aula Ottagona (Planetario) delle Terme di Diocleziano con l’allestimento di una selezione di beni recuperati dal Comando TPC: la struttura espositiva permanente è destinata alla valorizzazione e alla fruizione dei beni recuperati, in attesa di essere restituiti ai contesti di origine.

La pubblicazione “Attività Operativa 2022” è disponibile cliccando su www.carabinieri.it

Saranno Agrigento e Genova, rispettivamente la Capitale Italiana della cultura per l’anno 2025 e la Capitale Italiana del Libro 2023.
I conferimenti sono arrivati al termine del Consiglio dei Ministri dello scorso 17 aprile.
Le deliberazioni recepiscono gli esiti delle scelte comunicate al termine dei lavori delle due giurie presiedute rispettivamente da Davide Maria Desario per Agrigento lo scorso 31 marzo e da Francesco Perfetti per Genova, lo scorso 9 marzo.

L’accoglienza che Taranto e tutti i turisti hanno riservato al ritorno in città del gruppo scultoreo di ‘Orfeo e le Sirene’ è stata entusiasmante. Gli ingressi registrati al MArTA, oltre 5 mila in pochi giorni, dimostrano il grandissimo legame dei tarantini con la storia, il territorio e le proprie radici. Nell’esprimere tutta la mia soddisfazione per questo risultato ringrazio ancora una volta il Comando TPC dei Carabinieri per il prezioso lavoro quotidiano che offrono alla nostra nazione”.
Lo ha dichiarato il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, dopo la diffusione della nota stampa del Museo Archeologico Nazionale di Taranto sull’altro importante record battuto dal sito museale tarantino (leggi qui)

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA festeggia un altro piccolo record: 5mila visitatori in soli dieci giorni, dal primo al dieci aprile.
Una serie di circostanze consentono al Museo tarantino di segnare un altro importante primato che dimostra come la proposta culturale, se sistemica e organizzata, può contribuire a fare economia.
La prima domenica di aprile con l’ingresso gratuito, l’arrivo del gruppo scultoreo di Orfeo e le Sirene, la formula delle aperture straordinarie fino alla mezzanotte e fino alle 23.00 nelle giornate del Giovedì e Venerdì santo tarantino, hanno invogliato e permesso l’accesso a cinquemila visitatori, alcuni provenienti anche dall’estero.
1.600 persone hanno scelto il MArTA nei giorni di Pasqua (356 visitatori) e Pasquetta (1234 visitatori) e numeri da record hanno riguardato anche il primo giorno di esposizione di “Orfeo e le Sirene” dello scorso 5 aprile e il sabato santo.
Ritengo non si sia affatto trattato di una scelta dovuta al maltempo – afferma il direttore regionale musei di Puglia, Luca Mercuri, delegato dal direttore generale musei prof Massimo Osanna alla guida del MArTA – perché prima delle condizioni meteo avverse, avevamo registrato prenotazioni di interi gruppi provenienti anche da fuori regione e che hanno scelto Taranto e il suo museo per trascorrere una Pasqua all’insegna della cultura.
Cresce dunque l’attenzione verso il MArTA e l’ esposizione nella Sala I del Museo Archeologico Nazionale di Taranto della recente acquisizione permanente del gruppo scultoreo rientrato dagli Stati Uniti (Paul Getty Museum di Los Angeles) grazie ad un’operazione congiunta dei Carabinieri del Comando Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), coordinati dalla Procura della Repubblica di Taranto con l’importante supporto del District Attorney’s Office di Manhattan-New York (USA) e con la stretta collaborazione dell’Homeland Security Investigations.
Un importante risultato – continua il direttore Luca Mercuri – che va assolutamente condiviso con tutti i lavoratori del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, impegnati in questi giorni di festa a garantire non solo le aperture, ma anche interessanti percorsi guidati a tutti i piani espositivi, alle sale dei reperti iconici, e alla pinacoteca della Collezione Ricciardi.

Il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, e il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, sono intervenuti lo scorso 11 aprile, nel corso della Giornata nazionale del mare, (istituita ogni 11 aprile dal Decreto legislativo 229/2017), al discoprimento di due altari marmorei nabatei recentemente localizzati e documentati sul fondo del mare di Pozzuoli, nel cuore dell’antico porto commerciale della Puteoli romana.
I due altari in marmo di età romana, databili alla prima metà del I secolo d.C., sono inseriti all’interno del grande Tempio dei Nabatei, oggi sommerso per effetto del bradisismo.
I Nabatei, popolazione dedita al commercio tra l’Oriente, l’Oceano Indiano e Roma, erano stanziati nelle aree desertiche della Penisola Arabica, ma avevano, sin dalla prima età imperiale, impiantato una loro base all’interno del porto puteolano, il più grande scalo commerciale del Mediterraneo romano. Di questa enclave mercantile, l’unica al di fuori della madrepatria, si conoscevano finora basi e lastre iscritte con dediche – in latino – al dio tutelare Dusares, rinvenute sui fondali di Pozzuoli a più riprese tra il XVIII secolo e gli anni Ottanta del Novecento, e poi confluite nelle collezioni dei Musei di Napoli e del Castello Aragonese di Baia.
Rimaneva approssimativa la collocazione del santuario di riferimento, oggi individuata con strumenti topografici di precisione che hanno consentito di inserire il Tempio nel quadro topografico più ampio del vicus Lartidianus.
Il rinvenimento degli altari, simili a quello custodito nel Castello di Baia, si inserisce all’interno di una proficua attività di ricerche messe in campo a partire dalla fine del 2021, nell’ambito di una convenzione tra Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli e l’Università degli Studi della Campania L. Vanvitelli, con il coinvolgimento della Scuola Superiore Meridionale per il coordinamento delle attività subacquee, e con il prezioso supporto logistico dei Carabinieri Subacquei – Nucleo di Napoli.
Le ricerche, condotte dal dott. Michele Silani dell’Università L. Vanvitelli, dal dott. Michele Stefanile della Scuola Superiore Meridionale e dalla dott.ssa Maria Luisa Tardugno della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, hanno consentito, oltre al corretto posizionamento del Tempio, di riconoscere ambienti, magazzini, edifici dell’amministrazione imperiale e assi viari dell’antico porto.
La localizzazione definitiva degli altari, avvenuta anche grazie alla fattiva collaborazione dell’assistente tecnico subacqueo della Soprintendenza Carlo Leggieri e al supporto offerto dai Carabinieri Subacquei del Nucleo di Napoli, con il Comandante Sandro Bucalo, consente oggi di comprendere meglio l’articolazione di questo complesso settore del porto puteolano, in cui gli edifici sacri delle comunità di stranieri si ergevano a strettissimo contatto con le lunghe file di magazzini destinati a stoccare le tante merci in transito nello scalo, pronte a essere smistate verso la Campania o reindirizzate direttamente a Roma.

Il gruppo in terracotta, a grandezza quasi naturale, in origine caratterizzato da una vivace policromia e in parte restaurato in epoca moderna, rappresenta l’episodio mitico tratto dalla saga degli Argonauti. Le due Sirene, raffigurate come uccelli rapaci con corpo di donna secondo l’iconografia più antica, intonano il loro canto mortale, mentre, di fronte a loro, il cantore Orfeo, dischiudendo le labbra in un canto melodioso salva i marinai dal pericolo. Seduto su un trono su cui restano tracce dell’originaria decorazione a colori, regge nella mano destra il frammento di un plettro, nell’altra forse uno strumento a corde, oggi perduto.
È verosimile che un’opera di tale grandezza e accuratezza, realizzata a Taranto alla fine del IV secolo a.C., adornasse un ricco sepolcro della città, dove sono note tombe monumentali decorate con elementi in terracotta.

L’operazione orpheus del comando carabinieri tutela patrimonio culturale

L’Operazione Orpheus appartiene alla serie di attività messe in campo per contrastare il traffico illecito di beni archeologici di provenienza italiana in ambito internazionale, condotte dalla Sezione Archeologia del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale.
Lo spunto si ebbe alcuni anni fa, quando i militari scoprirono che un noto indiziato per reati contro il patrimonio culturale, avvalendosi di un’organizzazione con propaggini internazionali, aveva messo in atto una serie di traffici di reperti archeologici, provento di scavo clandestino nella provincia di Taranto.
Nel corso delle attività investigative venne così appurato che il noto trafficante aveva avuto un ruolo nelle vicende relative allo scavo clandestino e nell’esportazione illecita, avvenuta negli anni ‘70, del gruppo scultoreo denominato Orfeo e le Sirene.
In effetti, dalla documentazione individuata e dagli accertamenti svolti, è stato assodato che i preziosi reperti furono scavati e rinvenuti in frammenti nel territorio tarantino da alcuni tombaroli, dai quali passarono ad un noto ricettatore locale, con contatti con la criminalità organizzata, che, a sua volta, li aveva ceduti ad un altro ricettatore con contatti internazionali e titolare di una galleria d’arte in Svizzera. Le sculture, ridotte in frammenti, vennero affidate ad un altro soggetto specializzato nel trasferire beni culturali all’estero, che effettuò il trasporto in Svizzera, dove vennero affidate ad un restauratore che le ricompose nella forma originaria.
Le statue dopo un periodo di giacenza in Svizzera in attesa di un compratore, furono acquistate dal The Paul Getty Museum di Malibù (Los Angels – USA).
Le informazioni condivise con l’Assistant District Attorney Matthew Bogdanos del District Attorney’s Office di Manhattan (DAO) e la stretta collaborazione instaurata con tale ufficio e con lo Homeland Security Investigations hanno consentito il sequestro del gruppo scultoreo dal valore inestimabile e il suo rimpatrio, per la restituzione al patrimonio culturale nazionale.

È stato presentato oggi a Taranto il gruppo scultoreo di “Orfeo e le Sirene”, tre statue in terracotta a grandezza quasi naturale, con i frammenti dei riccioli delle loro capigliature, del IV secolo a.C. Le opere sono collocate, in maniera definitiva, nel nuovo allestimento del MArTA, il Museo archeologico di Taranto. Si tratta di un’opera di inestimabile valore frutto di uno scavo clandestino in un’area archeologica della zona negli Anni Settanta e successivamente esportata illecitamente negli Stati Uniti d’America. Le statue molto probabilmente appartenevano a un monumento funerario o a un santuario.

Le indagini che hanno permesso il ritorno dell’opera in Italia sono state condotte dai Carabinieri del Comando Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), coordinati dalla Procura della Repubblica di Taranto con l’importante supporto del District Attorney’s Office di Manhattan-New York (USA) e con la stretta collaborazione dell’Homeland Security Investigations.

Le ricerche sono partite quando i militari hanno scoperto che un noto indiziato di reati contro il patrimonio culturale, avvalendosi di un’organizzazione con legami internazionali, aveva realizzato una serie di traffici di reperti archeologici, provento di uno scavo clandestino nella provincia di Taranto. Nel corso delle attività investigative si è scoperto che il noto trafficante aveva avuto un ruolo nello scavo e nell’esportazione illecita del gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene”.

I preziosi reperti, rinvenuti in frammenti, sono stati scambiati tra diversi ricettatori e dati, poi, ad un altro soggetto che si era occupato del loro trasporto in Svizzera e dell’affidamento a un restauratore che li aveva ricomposti restituendo forma alle opere. Dopo un periodo di giacenza in Svizzera, in attesa di un compratore, le sculture sono state acquistate dal ‘Paul Getty Museum’ di Malibu (Los Angeles-USA) grazie all’intermediazione di un funzionario di una banca elvetica. L’importante lavoro di indagine italo-americano ha, poi, consentito il sequestro del gruppo scultoreo e il suo rimpatrio per la restituzione al patrimonio culturale nazionale.

Nel nuovo allestimento del MArTA, oltre al gruppo scultoreo di “Orfeo e le Sirene”, sono esposti anche i recenti ritrovamenti conseguenza delle attività di contrasto al traffico illecito di beni culturali svolta dal Reparto Operativo TPC. Questi beni sono stati recuperati dagli Stati Uniti d’America in un arco temporale compreso fra il dicembre 2021 e le ultime settimane: un corpus imponente di opere con numerosi pezzi di archeologia di varie civiltà.

L’apertura al pubblico del nuovo percorso espositivo del MArTA, che include il restituito complesso scultoreo di “Orfeo e le Sirene” insieme ad altre opere recuperate, segna una data importante per Taranto e per i suoi cittadini che, finalmente, si appropriano di un pezzo importante della loro storia, cultura e identità. Viene sanata una ferita aperta della comunità che aveva subìto non solo il trafugamento di quest’opera ma, anche, la sua vendita ed esportazione illegale. Ringrazio la Procura di Taranto che ha coordinato la complessa attività investigativa insieme ai Carabinieri del TPC, in collaborazione con le autorità statunitensi. Il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri anche questa volta s’è distinto per il lavoro prezioso ed insostituibile che svolge quotidianamente in ogni parte del mondo per assicurare il ritorno in Italia di pezzi del patrimonio culturale nazionale illegalmente sottratti alla collettività”, ha dichiarato il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano.

I Carabinieri dell’Arte, a conclusione di complesse e articolate indagini internazionali, coordinati dalla Procura della Repubblica di Taranto, e in stretta collaborazione con il Ministero della cultura, restituiscono oggi Orfeo al suo luogo d’origine. L’identità culturale della città dei due mari si arricchisce di un’ulteriore e meravigliosa testimonianza della sua storia millenaria. L’obiettivo delle donne e degli uomini dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è stato raggiunto: il lungo viaggio di Orfeo si conclude con il suo ritorno a casa. Tutelare il patrimonio culturale e recuperare le opere d’arte trafugate per restituirle ai contesti originari è la missione che ci è stata affidata. Oggi ne è un esempio: con il ritorno di “Orfeo e le Sirene” a Taranto assistiamo al coronamento dei risultati investigativi raggiunti grazie anche alla proficua collaborazione tra il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e il District Attorney’s Office di New York. Una collaborazione tra istituzioni di ineguagliabile efficacia nel mondo”, ha affermato Vincenzo Molinese, Generale di Brigata, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Tra le centinaia di opere che il Reparto Operativo TPC ha riportato dagli Stati Uniti tra il 2021 e il 2022 si segnala una serie di importanti ceramiche greche, italiote e etrusche nonché di terrecotte votive e architettoniche pertinenti a diverse culture dell’Italia centrale e meridionale preromana. La prima mostra al Museo dell’Arte Salvata, nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, ha presentato al pubblico una selezione di questi materiali di grande rilievo appena rimpatriati dagli USA: ora, al termine di un percorso di ricerca e valorizzazione, queste opere fanno finalmente ritorno nei loro territori di provenienza. A questo nucleo si è aggiunto lo spettacolare gruppo in terracotta di “Orfeo e le sirene”, rientrato dal Getty Museum lo scorso settembre. Dopo una preliminare esposizione nel Museo dell’arte salvata il gruppo torna ora a casa, nel Museo di Taranto, dal cui territorio il gruppo fu scavato clandestinamente negli anni ‘70 del secolo scorso. Una grande festa per la città e per le comunità del territorio cui viene restituito un pezzo prezioso del patrimonio saccheggiato”, ha detto il Direttore generale Musei, Massimo Osanna.

“La tutela dell’ingente patrimonio culturale che appartiene al territorio tarantino costituisce uno degli obiettivi primari che la Procura di Taranto persegue attraverso il contrasto ad ogni forma di illecito perpetrato nel settore degli scavi abusivi, della ricettazione e dell’esportazione clandestina di reperti archeologici. L’impegno profuso in tale attività ha consentito negli ultimi anni non solo di sgominare vere e proprie associazioni criminali operative sul territorio nazionale e all’estero, ma di restituire alla collettività numerose opere di straordinario rilievo culturale e l’esempio più significativo è rappresentato proprio dal rientro a Taranto del gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene””, ha osservato il Procuratore della Repubblica di Taranto, Eugenia Pontassuglia.

E’ per tutto il sistema dei musei pugliesi un grande onore accogliere le opere che da oggi sono acquisite in via permanente dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto – ha detto il Direttore Regionale Musei Puglia, Luca Mercuri, delegato dal prof. Massimo Osanna alla guida del MArTA – Un onore che condividiamo con questo territorio da sempre legato al suo Museo e che celebreremo con aperture straordinarie del MArTA e della Sala espositiva di Orfeo e le Sirene, fino alla mezzanotte di oggi, con biglietto ridotto, e dalle 8:30 alle 23:00 di giovedì e venerdì santo”.
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

L’indagine, mirata a contrastare il traffico illecito di beni archeologici di provenienza italiana in ambito internazionale, è stata sviluppata dalla Sezione Archeologia del Reparto Operativo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Un noto indiziato di reati contro il patrimonio culturale aveva messo in atto una serie di traffici di reperti archeologici,
provento di scavo clandestino nella provincia di Taranto, avvalendosi di un’organizzazione con propaggini internazionali. Nel corso delle indagini si appurava che il noto trafficante aveva avuto un ruolo nello scavo clandestino e nell’esportazione illecita del gruppo scultoreo
“Orfeo e le Sirene” avvenuti negli anni ‘70.
La documentazione individuata svelava che i preziosi reperti erano stati scavati e rinvenuti in frammenti presso un sito tarantino da alcuni tombaroli del posto, ceduti a un noto ricettatore locale con collegamenti con la criminalità organizzata, che, a sua volta, li aveva consegnati a un altro ricettatore, titolare di una galleria d’arte in Svizzera.
Le sculture, in frammenti, vennero consegnate a un altro soggetto specializzato nel trasferire beni culturali all’estero, che effettuò il trasporto in territorio elvetico, dove vennero
affidati a un restauratore che li ricompose e ridiede forma alle opere. Dopo un periodo di giacenza in Svizzera, in attesa di un compratore, le sculture furono acquistate
dal “The Paul Getty Museum” di Malibu (Los Angeles – USA) nel 1976 per la somma di 550 mila dollari.

Le informazioni condivise con il District Attorney’s Office di Manhattan (New York – USA) e la stretta collaborazione instaurata con quell’ufficio e con l’Homeland Security Investigations hanno consentito il sequestro del gruppo scultoreo dal valore inestimabile e il suo rimpatrio per la restituzione al patrimonio culturale nazionale.
Orfeo aveva viaggiato attraverso il mondo antico al seguito del suo migliore amico Giasone. Era andato per terra e per mare, si era spinto attraversando i Balcani e oltre le Alpi fino a solcare tutto il Mediterraneo e l’Egeo, per riportare in patria il toson d’oro.
Aveva incontrato le Sirene, le perfide guardiane del mare e, senza dotarsi di armi, le aveva sconfitte, soltanto con la musica in una battaglia armoniosa.

Immortalato in una forma plasmata di terracotta, aveva continuato la sua disputa canora con quelle creature, in parte donna e in parte uccello, all’interno di un luogo a lui dedicato e sacro.
Si era ritrovato, però, ad affrontare un altro viaggio difficoltoso e pericoloso. Strappato da quella tomba monumentale o da un santuario ellenistico a sud della bella Taras, era tornato a viaggiare, rapito da profanatori della bellezza italiana, da mercanti senza scrupoli che
obbediscono solo alle leggi del profitto. Orfeo ha, così, ripercorso quei luoghi perigliosi tornando a viaggiare per giungere nel Nord dell’Europa, nella Augusta Raurica
romana fino a spingersi al nuovo Mondo, l’America oltre oceano, per approdare sulle sponde del Pacifico. In quella terra era rimasto, prigioniero di un museo privato che ha voluto tenere per sé tale splendore artistico.
Grazie ai Carabinieri dell’Arte, donne e uomini guidati da una grande passione, Orfeo sei riuscito a tornare nella tua amata terra per continuare ad affrontare le incantatrici del mare.

Racconta Apollonio Rodio, nelle Argonautiche, che, di ritorno dalla missione del Vello d’Oro, gli Argonauti giungono presso l’isola delle Sirene, che incantano e uccidono chiunque approdi. Qui gli eroi sono tratti in salvo grazie all’intervento del cantore tracio Orfeo, che, tendendo la cetra e intonando un canto vivace, riempie le orecchie dei marinai, salvandoli dalla voce delle fanciulle. Secondo alcuni, le Sirene, attonite per la sconfitta, si gettano dagli scogli.

Il gruppo in terracotta, a grandezza quasi naturale, in origine caratterizzato da una vivace policromia e in parte restaurato in epoca moderna, rappresenta questo episodio. Le due Sirene, raffigurate come uccelli rapaci con corpo di donna secondo l’iconografia più antica, ritte sulle lunghe zampe con gli artigli ancorati allo scoglio, indossano una corta veste stretta in vita terminante con una coda a ventaglio. Una Sirena canta, alzando le braccia verso l’alto, l’altra, con i riccioli quasi completamente conservati, si tocca il mento flettendo l’altro braccio in una postura spesso usata per esprimere dolore.

Di fronte a loro, Orfeo, seduto su un trono su cui restano tracce dell’originaria decorazione policroma, poggia i piedi su uno sgabello. Indossa solo il mantello, avvolto intorno alle gambe e sulla spalla sinistra a lasciare scoperto il petto. La capigliatura, probabilmente lavorata a parte, è perduta. Dischiude appena le labbra, forse nel canto, nella mano destra impugna il frammento di un plettro, nell’altra doveva reggere uno strumento a corde, oggi perduto.

È verosimile che un’opera di tale grandezza e accuratezza, realizzata a Taranto alla fine del IV secolo a.C., adornasse un ricco sepolcro della città, dove sono note tombe monumentali decorate con elementi in terracotta.

Il mito è raro e peculiare e può dire qualcosa del defunto che lo scelse. La figura di Orfeo, infatti, nel IV secolo a.C. è simbolo del trionfo dell’armonia sul disordine, un concetto basilare del pensiero politico e filosofico pitagorico, particolarmente diffuso in Magna Grecia, perseguito dal filosofo Aristosseno di Taranto e amato da Archita, che governa Taranto nella seconda metà del IV secolo a.C. Si potrebbe quindi immaginare che il sepolcro adornato con le statue di Orfeo e le Sirene appartenesse ad un iniziato alla religione orfico-pitagorica.

Il ritorno a Taranto nel gruppo scultoreo di “Orfeo e le Sirene” coincide con l’importante appuntamento dei Riti della Settimana Santa tarantina.
In occasione di questi due importanti eventi e per consentire la migliore fruizione delle opere recentemente tornate in Italia, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto osserverà degli orari di apertura straordinari.

Mercoledì 5 aprile dopo la cerimonia di presentazione e l’inaugurazione della nuova esposizione alla presenza del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, Eugenia Pontassuglia, del Comandante dei Carabinieri TPC, Gen. B. Vincenzo Molinese e del Direttore Generale Musei, Massimo Osanna, il MArTA sarà aperto ai visitatori dalle 15.00 alle 24.00.
Il Giovedì e il Venerdì Santo sarà possibile visitare tutta l’esposizione permanente del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, arricchita dall’esposizione al secondo piano (Sala I) del gruppo scultoreo di Orfeo e le Sirene, dalle 8.30 alle 23.00.

E’ preferibile prenotare il proprio ingresso collegandosi al servizio di e-ticketing all’indirizzo www.shopmuseomarta.it.

Mercoledì 5 aprile 2023, alle ore 12.00 sarà presentato il gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene”.

Si tratta di un importante ritrovamento trafugato clandestinamente in area tarantina nel corso degli anni Settanta del Novecento e in seguito esportato illecitamente negli Stati Uniti.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), coordinati dalla Procura della Repubblica di Taranto, insieme al New York County District Attorney’s Office (DAO).

Dopo i saluti istituzionali di Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto e l’introduzione di Luca Mercuri, Direttore Regionale Musei Puglia delegato alla direzione del MArTA, interverranno alla cerimonia di presentazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, Eugenia Pontassuglia, il Comandante dei Carabinieri TPC, Gen. B. Vincenzo Molinese e il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna.

Concluderà l’evento il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano.

La cerimonia sarà trasmessa in diretta sul Canale Youtube del Ministero della Cultura e sui canali social del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

Per entrare nell’antico monumento del Pantheon a Roma si pagherà un biglietto. Il ministero della Cultura e il Capitolo della basilica di Santa Maria ad Martyres-Pantheon hanno siglato la nuova convenzione contenente il regolamento d’uso.

Secondo quanto previsto dalla convenzione, sarà introdotto un biglietto d’ingresso di importo non superiore a 5 euro, il cui ricavato sarà così ripartito: 70% in favore del MiC e 30% in favore della Diocesi di Roma. Saranno esentati dal pagamento, come già avviene per i musei, i minori di 18 anni, le categorie protette, i docenti che accompagnano le scolaresche mentre i ragazzi fino a 25 anni pagheranno appena 2 euro.
L’ingresso al Pantheon non sarà più gratuito, ma si pagherà un biglietto dal “prezzo modico” per visitarlo, con esclusione del ticket per i fedeli che partecipano alle cerimonie religiose, per i cittadini romani, per le scolaresche e gli insegnanti che le accompagnano, per i minori di 18 anni e per le categorie svantaggiate, ha annunciato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

Il ministero si farà carico delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria e di quelle di pulizia, tenendo anche conto delle eventuali richieste di interventi che potrebbero pervenire dal Capitolo. La Diocesi di Roma utilizzerà le risorse per attività caritative e culturali e per attività di manutenzione, conservazione e restauro di chiese di proprietà statale presenti nel suo territorio.

È online dallo scorso 8 marzo, su tutte le piattaforme gratuite di podcast, Ritratti d’Artiste, la nuova serie in otto episodi prodotta da Chora Media per la Direzione Generale Musei.
La serie è scritta da Michela Guberti, Francesca Borghetti e Francesca Abruzzese. La voce narrante è quella di Serena Dandini, che propone un viaggio nella storia dell’arte attraverso la vita e le storie di otto protagoniste della scena artistica passata e presente.
Una serie che diventa anche un invito a cambiare prospettiva, perché nel mondo dell’arte le donne non sono state solo muse e modelle, ma anche pittrici, scultrici, performer; alcune molto note, altre poco conosciute o addirittura dimenticate, tutte però accomunate da un talento eccezionale e determinate a non piegarsi alle regole imposte dalla società della loro epoca e a lottare contro i pregiudizi in ogni campo.
Gli otto episodi della serie sono dedicati rispettivamente alle figure di Sofonisba Anguissola, pittrice vissuta a cavallo tra ‘500 e ‘600 e celebrata dai potenti dell’epoca, Plautilla Bricci, non solo pittrice ma prima donna architetto dell’Europa preindustriale, Ginevra Cantofoli, rappresentante del barocco bolognese, Rosalba Carriera, una delle pittrici più famose d’Europa nella prima metà del‘700.
E poi ancora Adriana Bisi Fabbri, attiva nell’ambiente futurista anche come vignettista e caricaturista politica, Maria Lai, artista sarda grande sperimentatrice di tecniche e materiali, Carla Accardi, unica donna firmataria del manifesto del gruppo astrattista d’avanguardia “Forma 1”, Ketty La Rocca che ha indagato diverse forme espressive, tanto da essere anche definita la prima body artist italiana.

Per ascoltare il podcast: (clicca qui)

Si lavora al Museo Archeologico Nazionale di Taranto per accogliere al meglio il gruppo scultoreo di “Orfeo e le Sirene”, l’opera dal valore inestimabile che dopo essere stata esposta fino allo scorso ottobre, all’interno del Museo dell’Arte Salvata a Roma, troverà presto spazio all’interno delle collezione permanente del MArTA.
Il gruppo scultoreo di Orfeo e le Sirene è rientrato in Italia dagli Stati Uniti d’America.
Il rimpatrio dell’opera è stato possibile grazie alla complessa attività investigativa condotta in Italia e all’estero dai Carabinieri della Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto, in collaborazione con il District Attorney’s Office di Manhattan (New York – U.S.A.) e lo Homeland Security Investigations (H.S.I.).
Il gruppo in terracotta, a grandezza quasi naturale, del IV secolo a.C, trafugato negli anni ‘70 da un sito archeologico tarantino e acquistato successivamente dal The Paul Getty Museum di Malibu (Los Angeles – U.S.A.), tornerà fruibile all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, che in questi giorni sta predisponendo il tutto per una degna collocazione dei reperti all’interno dell’attuale percorso espositivo.
E’ indubbio che questa importante acquisizione è destinata ad impreziosire il patrimonio di reperti iconici che richiamano sempre più visitatori all’interno del museo tarantino.

Tempi maturi per ridisegnare il cuore pulsante della città di Lecce, restituendo la dimensione estetica ed emozionale del gioiello di età romana.
È stato dato formale avvio al cantiere dell’Anfiteatro Romano, funzionale all’esecuzione dei lavori di restauro, riduzione delle vulnerabilità e miglioramento dell’accessibilità, nonché di messa in sicurezza del percorso di visita.

270 giorni per realizzare un nuovo ingresso all’edificio dall’area di piazza Sant’Oronzo adiacente il Sedile, i servizi essenziali, le opere di restauro delle strutture, con soluzioni innovative per il consolidamento delle arcate esterne – già parzialmente effettuate con un intervento d’urgenza – e una diffusa opera di protezione del monumento. È questo il cronoprogramma previsto dalla Direzione Regionale Musei Puglia, a capo dei lavori da realizzare in stretta sinergia con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Lecce, e le sue qualificate professionalità, di concerto con l’Amministrazione Comunale della città.

Compatibilmente con le esigenze di cantiere, nell’intento di permettere ai visitatori di comprendere il minuzioso lavoro in corso, saranno organizzati più appuntamenti di “dietro le quinte”, iniziative speciali di cantiere aperto che consentiranno di apprezzare l’anfiteatro, al momento ammirabile solo dall’alto, insieme al vicino sito del Teatro romano.

(fonte Direzione Regionale Musei Puglia)

Genova è la Capitale italiana del Libro 2023. A proclamarla, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta oggi a Roma, al Ministero della cultura, è stato il Ministro Gennaro Sangiuliano, con la seguente motivazione:

«Per l’ampiezza e l’organicità della sua proposta culturale la città di Genova è stata all’unanimità individuata come “Capitale Italiana del Libro 2023” pur in presenza di altri progetti qualitativamente elevati e meritevoli di attenzione. La scelta ha tenuto presenti i programmi di valorizzazione e integrazione tanto dell’articolato sistema bibliotecario del territorio comunale quanto, più in generale, delle collezioni e del patrimonio storico, artistico e letterario attraverso iniziative che vanno dalle visite virtuali delle strutture bibliotecarie alle mostre temporanee, dalle attività formative del corpo docente al coinvolgimento di giovani e anziani nei programmi di lettura. Sono state anche apprezzate iniziative già consolidate – dal Festival della Storia a quello della Scienza fino alle mostre dell’editoria e alle fiere del libro – che contribuiscono a rendere il libro anche strumento di crescita civile e di integrazione sociale. In particolare poi è stata apprezzata la capacità di “fare sistema” attraverso il ricorso ad energie pubbliche e private in grado di contribuire alla realizzazione di un programma idoneo a generare un ritorno per la città sia di immagine sia in termini economici».

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il Direttore generale delle Biblioteche e Diritto d’Autore, Paola Passarelli; il Presidente della Giuria, Francesco Perfetti; il Presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Marino Sinibaldi.

Le città finaliste sono state: Genova, Firenze, Lugo (Ra), Nola (Na), San Quirico d’Orcia (Si) e San Salvo (Ch). A queste vanno aggiunte Ariano Irpino (Av), Caltanissetta, Catania, Grottaferrata (Rm), Nardò (Le), Pontremoli (Ms), Terni e Trapani, per un totale di 14 candidature.

Il libro non è un oggetto, il libro è un mondo. È una dimensione etica, morale e spirituale. Io penso che ciascuno di noi attraverso la lettura migliori se stesso. Per quanto mi riguarda, leggere è come respirare ed è fondamentale per la crescita di ciascuna persona e la promozione della lettura è tra i doveri fondamentali di questo Ministero. La Commissione, nella sua autonomia e indipendenza, ha valutato una serie di progetti tutti meritevoli, per questo troveremo il modo di coinvolgere anche le altre città finaliste”, ha detto il Ministro Sangiuliano.

Il conferimento del titolo, di durata annuale, è stato istituito con Legge 13 febbraio 2020 n. 15. La prima Capitale italiana del Libro è stata Chiari (Bs), nel 2020, alla quale l’ambito titolo è stato attribuito dal Consiglio dei Ministri. Nel 2021, la citta che prevalse nella selezione fu Vibo Valentia; l’anno seguente, invece, fu la volta di Ivrea.

La Giuria
La Giuria, nominata dal Ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, è composta dal professor Francesco Perfetti (presidente), Gerardo Casale, Pietro De Leo, Giuseppe Luigi Parlato e Michela Zin.

Il Premio
Il progetto della città a cui verrà conferito il titolo di Capitale italiana del libro 2023 verrà finanziato con 500.000 euro dalla Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore erogati tramite il Centro per il libro e la lettura.

Di seguito il link della proclamazione della Capitale italiana del Libro 2023:

https://bit.ly/CapitaleDelLibro2023

Il video di presentazione delle città finaliste:

https://www.youtube.com/watch?v=W10n0yphZps

(fonte MIC)

Un mercoledì infrasettimanale mostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, la stagione dei record di presenze che caratterizza il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
L’8 marzo Giornata Internazionale della donna, il botteghino del MArTA registra ben 294 ingressi: per lo più donne e bambini che hanno partecipato alle visite guidate per adulti e ai laboratori didattici.
Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto ha non solo aderito al programma ministeriale che prevedeva l’ingresso gratuito per le donne in occasione della Giornata Internazionale, ma addirittura ampliato la sua offerta predisponendo percorsi tematici e laboratori dedicati a bambini dai 5 agli 11 anni, che hanno consentito una maggiore fruizione e accessibilità all’offerta culturale proprio alle mamme spesso tagliate fuori da questo tipo di iniziative.

L’Archivio centrale dello Stato inaugura “Lo scrigno della memoria“, un percorso espositivo che ripercorre la storia d’Italia attraverso le preziose testimonianze custodite dall’Istituto. L’inedita narrazione si sviluppa all’interno di un nuovo e permanente spazio museale situato al piano terra del corpo centrale dell’edificio, nel cuore del complesso monumentale progettato per la mostra delle Forze Armate nell’ambito dell’Esposizione Universale del 1942, sede dell’Archivio dagli anni Cinquanta del Novecento.
L’inaugurazione si svolgerà il 14 marzo 2023 (ore 12) alla presenza del Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, mentre la mostra sarà aperta al pubblico a partire dal 22 marzo 2023.
L’esposizione si sviluppa attraverso pannelli testuali, teche espositive e apparati multimediali articolati lungo cinque aree tematiche. Protagonista del racconto, uno dei tre testi originali Costituzione della Repubblica Italiana conservato dall’Archivio. L’opera L’Italia dell’art. 5, realizzata dal Maestro Emilio Isgrò appositamente per l’Archivio ispirandosi ai principi della Carta Costituzionale, accoglie i visitatori al centro del Museo.
Insieme alla raccolta completa degli originali delle Leggi e dei decreti dall’Unità d’Italia fino ai giorni nostri e ai fondi della Consulta nazionale e dell’Assemblea Costituente, è possibile fruire di una selezione di documenti tra i più significativi per la storia del Nazione: il telegramma di Garibaldi al generale La Marmora (“Obbedisco”), l’elenco dei Mille di Marsala, i progetti per le opere governative per la nuova Capitale, la documentazione prodotta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri durante la Prima guerra mondiale, le bandiere delle associazioni operaie coinvolte nel cosiddetto biennio rosso e le fonti relative al regime fascista dalla marcia su Roma fino alla sua caduta.
Un posto di rilievo è riservato inoltre al materiale documentario sulle leggi razziali, sulla Seconda guerra mondiale, sull’attività di tutela e protezione dei beni culturali durante gli eventi bellici, sulla lotta di Liberazione, sulle stragi degli anni 1969-1980, recentemente declassificato in seguito alle direttive dei Presidenti del Consiglio Prodi, Renzi e Draghi. Il museo rende omaggio anche alla creatività e originalità italiana dedicando uno spazio al Made in Italy: brevetti e modelli che ripercorrono il processo sociale, economico e culturale dell’Italia post unitaria.
L’Archivio Centrale dello Stato è fin dalla sua istituzione un luogo in cui studiosi e ricercatori operano per indagare la storia della nazione. Spesso le carte conservano la memoria collettiva. Oggi si apre a un pubblico più vasto con un’iniziativa che ha il pregio di valorizzare documenti di eccezionale valore, capaci di trasmettere il senso profondo della nostra identità nazionale. Nello ‘Scrigno della memoria’ ognuno di noi potrà trovare le tracce di quel percorso che ha portato alla nascita e allo sviluppo dell’Italia, permettendoci di proseguire con maggior consapevolezza nel nostro essere nazione italiana”, dichiara il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano.
Il nuovo ambiente, inoltre, svolge anche funzione di deposito e accoglie gli archivi personali dei Presidenti del Consiglio dei Ministri e di eminenti personalità della politica italiana. Il percorso museale che si sviluppa al suo interno è finalizzato alla valorizzazione del patrimonio e alla promozione della conoscenza della storia del Paese; si rivolge ad un pubblico eterogeneo e agli istituti scolastici che possono usufruire di specifiche visite storico-didattiche.
Il progetto nasce per promuovere l’educazione al patrimonio e la conoscenza della storia del Paese e delle sue istituzioni democratiche – spiega il Direttore generale e Sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato, Andrea De Pasqualeseguendo le esperienze delle maggiori istituzioni archivistiche nazionali e internazionali, tra cui i National Archives and Records Administration (NARA) degli Stati Uniti e le Archives Nationales di Francia. La preziosa esposizione permette di ripercorrere la storia del Paese, dall’Unità ai nostri giorni, dal punto di vista politico, economico e sociale attraverso documenti, cimeli, materiali bibliografici, fotografici e audiovisivi, provenienti dai fondi dell’Istituto ed è rivolta in particolar modo alle nuove generazioni. La realizzazione del percorso museale – prosegue il Sovrintendente – fa parte di un più ampio progetto dell’Istituto finalizzato alla razionalizzazione degli spazi dei depositi della sede, finanziato dal Ministero della cultura nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” 2021-2023.

La mostra sarà aperta al pubblico a partire dal 22 marzo 2023. È visitabile gratuitamente nei giorni: martedì, mercoledì e giovedì (dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 17.00). Le visite guidate, con prenotazione obbligatoria all’indirizzo: acs.visiteguidate@cultura.gov.it . Le visite degli Istituti scolastici sono previste ogni mercoledì, con prenotazione obbligatoria: acs.didattica@cultura.gov.it

(fonte MIC)

“Quasi 7mila visitatori in un solo giorno, distribuiti in quattro luoghi della cultura pugliesi: il MArTA, da un lato e tre siti afferenti alla Direzione Regionale Musei Puglia, dall’altro”.
E’ il direttore regionale Musei di Puglia, delegato dal direttore generale Musei, prof. Massimo Osanna, alla direzione del museo tarantino, Luca Mercuri, a commentare lo straordinario successo di presenze registratosi domenica 5 marzo.
Migliaia di persone in fila per visitare il MArTA. “2432 visitatori infatti ieri hanno approfittato della gratuità offerta nelle prime domeniche del mese in tutti i siti culturali italiani, e hanno scelto Taranto arrivando da fuori città ma anche da fuori regione- aggiunge Mercuri – Taranto e il suo Museo fanno le prove generali in vista di una primavera che si preannuncia ricca di soddisfazione e di presenze di pubblico, considerato che a breve le collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA, si arricchiranno della presenza in esposizione permanente del gruppo scultoreo di Orfeo e le Sirene, rimpatriato in Italia dal Paul Getty Museum di Los Angeles, dopo una complessa attività investigativa coordinata dai Carabinieri della Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto”.
Un pubblico eterogeneo per provenienza. «Parliamo di visitatori – continua il direttore Luca Mercuri – molti provenienti da luoghi al di fuori dell’hinterland tarantino, che hanno scoperto il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, anche grazie alla capacità del MArTA, di instaurare un rapporto diretto con la community digitale ribattezzata “gens MArTA”, una famiglia internazionale che è diventata il più grande testimonial del successo di questo museo fuori dalle rotte tradizionali del turismo di massa».

«2851 visitatori hanno scelto, invece, il Castello di Bari. Numeri che dimostrano come, vista la presenza della mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’archeologia racconta”, ci sia nel pubblico una rinnovata attenzione verso l’archeologia e la forza evocativa dei viaggi che è capace di richiamare – commenta ancora Mercuri, che insieme al direttore generale musei, prof. Massimo Osanna, è il curatore della mostra che proprio attraverso i reperti provenienti da tutti i musei pugliesi propone il racconto delle civiltà pugliesi, dai dauni ai peuceti, dagli japigi ai messapi, passando anche dal centro nevralgico della Magna Grecia tarantina».
Ottima performance anche per il Castello di Trani che, complice la mostra #Fuorilarte La collezione della regina Margherita di Savoia dal Palazzo Reale di Napoli a Trani, ha registrato nella giornata di ieri oltre 1000 ingressi.
Unicità, storia e fascino hanno garantito anche in questa occasione, a Castel del Monte di salire sul podio dei luoghi della cultura più visitati della Direzione Regionale Musei Puglia con oltre 1500 visitatori.

Il Ministero della Cultura (MiC) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) hanno sottoscritto un accordo finalizzato alla realizzazione congiunta e coordinata di attività e programmi riguardanti la rilevazione e la condivisione di dati sul patrimonio culturale nazionale.
Il progetto rientra nel Piano di Monitoraggio e Conservazione dei beni immobili, coordinato dalla Direzione Generale Sicurezza del Patrimonio Culturale del Ministero della cultura.
Grazie a questo accordo l’Agenzia Spaziale Italiana fornirà i dati acquisiti dal sistema satellitare di Osservazione della Terra COSMO-SkyMed, sviluppato in cooperazione con il Ministero della Difesa.
Il progetto prevede lo sviluppo e l’integrazione di diverse tecnologie di osservazione e di calibrazione per realizzare un piano di monitoraggio satellitare integrato con quello strumentale in situ. Il MiC e l’ASI si impegnano a sviluppare attività di utilizzo dei dati satellitari e prodotti derivati a scopi applicativi per favorire lo scambio di conoscenze, la gestione e il supporto tecnico-operativo nelle diverse fasi del progetto dedicato alla tutela dei beni culturali.

Per la VII edizione torna a Porto Cesareo, in provincia di Lecce, il premio “Virtù e Conoscenza”: l’Alto Riconoscimento alle “Eccellenze Mediterranee” che per genio, talento ed estro, hanno dato lustro alla propria terra di origine.
L’evento culturale anche quest’anno è sostenuto dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto, che intende promuoverne finalità e ideali culturali.
Il Premio “Virtù e Conoscenza”, infatti, si propone di promuovere la pace, il dialogo tra culture e religioni diverse, le pari opportunità e i diritti umani, la tutela dell’ambiente e del territorio.
La scelta delle “eccellenze” avverrà anche quest’anno attraverso candidature che dovranno pervenire all’Associazione MediterraneaMente APS entro sabato 25 marzo.
Nel palmares delle precedenti edizioni figurano nomi di spicco come quello del prof. Hmaid Ben Aziza, rettore dell’Università di Tunisi, al regista Marco Tullio Giordana, al violista Alessandro Quarta, alla prima ballerina del Teatro Alla Scala di Milano, Nicoletta Manni o i premi alla memoria di Giulio Regeni, Renata Fonte e del beato Carlo Acutis.
Il modello di candidatura e la copia del regolamento possono essere richiesti alla segreteria organizzativa del Premio alla mail: mediterraneamente.aps@gmail.com – telefono 3491045425 – 3895550080 – 3287679725, oppure potranno essere scaricati dal sito www.virtueconoscenza.com

Giunta alla sua quindicesima edizione, la Giornata delle malattie rare è l’appuntamento più importante per le persone con malattia rara di tutto il mondo, per i loro familiari, per gli operatori sanitari e sociali. Istituita per la prima volta nel 2008, cade il 29 febbraio, il “giorno raro” per eccellenza, negli anni bisestili, altrimenti il 28 febbraio. Negli ultimi anni, però, si parla sempre di più di mese delle malattie rare.
Partita in sordina, è ormai diventata un evento di portata mondiale (Rare Disease Day), in cui attraverso eventi e iniziative pubbliche si cerca di attirare l’attenzione sulle necessità e i bisogni di chi convive ogni giorno con una malattia rara.
A livello globale, la giornata è promossa da Eurordis, l’ alleanza che raggruppa quasi mille associazioni di pazienti di oltre 70 paesi. In Italia, il coordinamento è affidato a UNIAMO, la federazione che riunisce oltre 150 associazioni nel nostro Paese. Proprio la presidente di Uniamo, Annalisa Scopinaro, ha ricordato come anche in questa edizione della Giornata “l’asse portante sia l’equità, l’architrave di tutte le azioni che intraprendiamo, che si tratti di accesso al farmaco o di riconoscimenti sociali e assistenziali. Le famiglie con malati rari hanno un maggiore rischio di povertà, costi sociali ed economici molto alti. Le donne sono le più svantaggiate”.
Le malattie rare rappresentano una priorità di sanità pubblica a livello globale. Sono patologie gravi, spesso letali e, nella maggior parte dei casi, prive di terapie disponibili.
In Europa una malattia è definita rara quando colpisce meno di 50 persone su 100mila, ma la definizione non è la stessa in altre aree del mondo. All’interno di Orphanet, il portale europeo delle malattie rare e uno dei database più completi a livello mondiale, sono oltre 6000 le malattie descritte.
L’esordio di queste malattie è nella maggior parte dei casi in età pediatrica, ma esistono anche malattie che si manifestano solo in età adulta oppure che possono manifestarsi in entrambi i casi.
Anche il Museo Archeologico Nazionale di Taranto aderisce, nuovamente, alla giornata di sensibilizzazione con le azioni che narriamo meglio in questo articolo (leggi qui).

Con l’emendamento sul personale Assistenti alla Fruizione e alla Vigilanza (AFAV), fortemente voluto dalla maggioranza, i primi 576 idonei della graduatoria per l’assunzione di 1.052 unità di personale saranno immessi in ruolo nelle prossime settimane, andando ad aggiungersi agli 876 vincitori di concorso già entrati in servizio al MiC nell’ultimo trimestre del 2022. Entro il 2023, inoltre, potranno essere assunti altri 750 idonei della medesima graduatoria, grazie all’emendamento proposto dal Governo nel Milleproroghe. Nuova linfa, quindi, per la cura e la tutela del patrimonio culturale nazionale che sopperirà alla carenza di organici e alla precarietà del lavoro nel settore della cultura provocate dalle politiche dell’ultimo decennio”.
Lo ha detto il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, commentando l’approvazione definitiva alla Camera del decreto Milleproroghe.
La norma inserita riafferma una delle priorità dell’esecutivo Meloni, che è quella di rafforzare gli organici del sistema museale della nazione. Dopo il concorso per 518 funzionari a tempo indeterminato bandito a novembre scorso e l’immissione nei ruoli del Dicastero, a gennaio, di 113 nuovi funzionari amministrativi, l’assunzione dei 750 candidati idonei nel concorso per Assistenti alla Fruizione e alla Vigilanza, da impiegare nei musei e negli altri luoghi della cultura, rappresenta una ulteriore risposta su questo fronte”, conclude il Ministro.

(fonte MIC)

Il monumentale vaso da banchetto, nato come forma nella quale mescolare l’acqua e il vino durante il simposio, reca una decorazione complessa: il lato principale reca sul collo la lotta fra centauri e Lapiti, una popolazione mitologica della Tessaglia. Invitati dal re Piritoo alle sue nozze con Ippodamia, i centauri, ubriachi, oltraggiarono la sposa e le fanciulle lapite e furono massacrati.

Sul corpo del vaso si distende la raffigurazione della nascita di Diòniso, una scena piuttosto rara nella ceramica greca: al centro troviamo Zeus, identificato dal nome graffito e dalla corona di quercia, dalla cui coscia spunta il piccolo dio, anch’egli identificato da un’iscrizione e coronato con tralci di vite e pampini. Di fronte la dea Hera, legittima moglie di Zeus, è rappresentata nel gesto di prenderlo in braccio. Tutto intorno alla scena principale vi sono alcune fra le più importanti divinità olimpiche: Afrodite ed Eros (madre e figlio), Artemide e Apollo (fratello e sorella), Pan ed Hermes ed infine le Moire. Un satire sembra assistere stupito alla scena.

Il lato opposto del cratere mostra la lotta fra Greci ed Amazzoni.

Questo cratere è un capolavoro della ceramica protoapula e si data fra il 400 e il 380 a.C.

La rappresentazione principale mostra evidenti richiami all’arte di Fidia nell’organizzazione dei gruppi degli dei che assistono alla nascita di Dioniso e nella resa del panneggio e delle figure. Inoltre, come si può notare, molte figure sembrano poggiare su piani non evidenziati nella pittura vascolare: tale caratteristica stilistica è considerata un’innovazione del pittore (su tavola) Polignoto, il cui stile è ripreso anche dal ceramografo (autore di pittura su ceramica) chiamato Pittore dei Niobidi, al quale è attribuito un altro vaso, un’hydria trovata nello stesso rinvenimento.

Il richiamo a Polignoto è anche stato opportunamente individuato negli effetti prospettici e nelle pose drammatiche dei personaggi dell’Amazzonomachia sul lato secondario del cratere.

Diventare anche piccoli mecenati della cultura è possibile.
Anche quest’anno, infatti, all’atto della redazione della propria dichiarazione dei redditi si potrà decidere di destinare il 5×1000 a enti no profit che operano in settori di interesse sociale.
Tra questi vi è anche il Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA, che grazie alle donazioni di tutti i contribuenti potrà continuare a sostenere progetti di tutela e ricerca destinati al patrimonio storico archeologico italiano.
L’operazione è semplice e assolutamente non onerosa per i contribuenti considerato che si tratta di tasse già versate allo Stato (IRPEF) e che l’Agenzia delle Entrate verserà a sua volta all’ente prescelto come beneficiario.
Il contribuente dovrà esclusivamente apporre la propria firma e indicare il codice fiscale del MArTA nell’apposito spazio della dichiarazione dei redditi, sezione “Finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici”.

Il codice fiscale del Museo Archeologico Nazionale di Taranto è: C.F. 90236940731

Cresce l’attesa per l’arrivo nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto delle statue in terracotta a grandezza naturale, probabilmente scavate illegalmente nella zona del tarantino, raffiguranti “Orfeo e le Sirene”.
Le figure in terracotta, datate al IV a.C., secondo le indagini compiute in collaborazione tra gli investigatori americani e il Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, furono comprate per 550mila dollari nel 1976 dal petroliere J.P. Getty e per anni sono state esposte al Getty Museum di Los Angeles.
Dopo il periodo di esposizione al Museo dell’Arte Salvata di Roma, presto il gruppo scultoreo tornerà ad arricchire il patrimonio archeologico pugliese, e quello del Museo Archeologico Nazionale di Taranto in particolare.

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA, nella domenica di apertura con ingresso gratuito ha registrato numeri da record.

Domenica 5 febbraio nel Museo sono arrivati, infatti, 2352 visitatori provenienti anche da fuori città e fuori regione.

E’ un segnale che mostra come ci siano grande interesse e curiosità attorno a un Museo che vanta un patrimonio archeologico tra i più importanti del nostro Paese – spiega Luca Mercuri, il direttore regionale dei Musei di Puglia, delegato a seguire il MArTA proprio dal direttore generale dei Musei Italiani, Massimo Osanna.

Così dopo i giganti delle presenze, come il Colosseo, il Parco Archeologico di Pompei, le Gallerie degli Uffizi, la Reggia di Caserta, Castel Sant’Angelo o il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il MArTA registra numeri straordinari confermandosi anche come uno dei più rilevanti attrattori culturali della Puglia.

Il Museo è per sua mission un’istituzione al servizio della collettività, la cui finalità primaria è quella di preservare e mettere a disposizione di tutti il proprio patrimonio culturale e garantirne la conoscenza – dichiara ancora il dott. Luca Mercuri – Ci rende pertanto lieti constatare come le domeniche gratuite siano diventate una grande festa della cultura e un appuntamento fisso per molti, locali e non, rappresentando altresì un volano per la crescita delle visite anche nelle altre giornate di apertura.

Ancora una volta – termina Mercuri – ringrazio tutto il personale del Museo Archeologico Nazionale di Taranto per l’egregio lavoro svolto.

Nova Gorica in Slovenia e Gorizia in Italia, inaugureranno il prossimo 8 febbraio del 2025 il loro percorso di città Capitali europee della Cultura.
A darne l’annuncio è stata la ministra della cultura slovena Asta Vrecko.
La Capitale europea della cultura per il 2025 vedrà ancora una volta coinvolta una città italiana, Gorizia, partner imprescindibile della candidatura transfrontaliera della slovena Nova Gorica che ha vinto il titolo”.
Ha detto il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, il quale aggiunge:
L’Italia è e deve essere orgogliosa per questo riconoscimento che fa finalmente emergere le vicende di un territorio, quello del Goriziano, attraverso il quale è passata la storia d’Europa e in cui un drammatico confine ha profondamente segnato le comunità che lo abitano. Ma i cittadini di Nova Gorica in Slovenia, e di Gorizia in Italia, hanno saputo superare rancori e divisioni e hanno deciso di ricostruire insieme il loro futuro, diventando un modello e un simbolo per l’Europa e ottenendo così il giusto riconoscimento di questo loro straordinario cammino”.

Con uno stanziamento di € 2.000.000,00 prende il via la dodicesima edizione dell’Italian Council, il programma di supporto e promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Gli obiettivi principali del bando sono volti alla promozione delle ricerche, delle pratiche e delle produzioni artistiche italiane a livello internazionale, alla costruzione di reti internazionali e allo sviluppo delle carriere di artisti, curatori e critici a contatto con le migliori realtà del mondo.
Italian Council si conferma lo strumento pubblico più importante di sostegno all’arte contemporanea italiana, fondamentale nella diffusione e conoscenza delle pratiche artistiche, critiche e curatoriali dei nostri talenti all’estero. Lo scopo principale che il nuovo bando si pone è quello di allargare il più possibile la platea dei progetti sostenuti ed esportabili in giro per il mondo. Grazie a questo piano di finanziamenti mirati, l’Italia sta guadagnando sempre più un ruolo di prestigio e credibilità nel contesto artistico internazionale, soprattutto per l’alta qualità dei progetti sinora sostenuti e per la grande capacità di artisti, curatori e critici italiani di saper costruire discorsi di assoluta attualità e urgenza rispetto al mondo in cui viviamo”, ha detto il Direttore Generale Creatività Contemporanea del MiC, Onofrio Cutaia.
Italian Council opera su tre ambiti di intervento, suddivisi in otto azioni:
La committenza internazionale per l’incremento delle collezioni dei Musei pubblici italiani supporta progetti che prevedano la produzione di progetti artistici di un artista italiano vivente o l’acquisizione di un’opera realizzata negli ultimi 50 anni nelle collezioni di musei statali, regionali, provinciali e civici italiani. Ogni progetto deve prevedere un programma di promozione internazionale e nazionale. Possono partecipare musei, istituzioni o enti non profit stranieri o partenariati costituiti da realtà italiane e straniere.
La promozione internazionale di artisti, curatori e critici italiani sostiene da un lato le proposte di progetti di mostre monografiche presso istituzioni internazionali e dall’altro la partecipazione di artisti a manifestazioni internazionali, che possono comprendere – a titolo esemplificativo – biennali, triennali, festival o mostre collettive di alto prestigio. Linea di azione importante per la disseminazione dell’arte italiana all’estero è il contributo per eventi collaterali all’acquisizione di opere di artisti italiani da parte di musei stranieri. Potranno infine essere sostenuti progetti che coinvolgono curatori italiani invitati come guest curator di mostre o manifestazioni internazionali e progetti editoriali internazionali per valorizzare e promuovere a livello internazionale la cultura visiva, l’arte e la critica d’arte italiana degli ultimi 50 anni.
Lo sviluppo dei talenti prevede due tipologie di borse (grant): la prima è destinata a sostenere residenze di ricerca all’estero presso istituzioni accreditate, finalizzate allo sviluppo professionale di artisti, curatori e critici di tutte le età; la seconda è destinata al supporto della pura ricerca artistica, critica e curatoriale in prospettiva internazionale, con particolare riguardo alle giovani generazioni e agli artisti, curatori e critici emergenti.
Tutti i progetti dovranno essere realizzati tra la seconda metà del 2023 ed entro il 2024, secondo le scadenze indicate nel bando. La domanda può essere presentata da musei, enti culturali pubblici e privati, istituti universitari, fondazioni, associazioni culturali, comitati formalmente costituiti e qualunque altro soggetto di natura giuridica, purché senza scopo di lucro, italiane e straniere. Dove espressamente previsto dal bando, la domanda sarà direttamente presentata da artisti, curatori e critici.
Le candidature potranno essere inviate esclusivamente tramite il Portale Bandi della Direzione Generale Creatività Contemporanea (https://portalebandidgcc.cultura.gov.it/) in base alle scadenze dei singoli ambiti di intervento, seguendo le indicazioni presenti nel bando e nel portale stesso.
Per tutti e tre gli ambiti, le domande possono essere presentate dal 28 febbraio 2023 ed entro e non oltre le ore 16 (ora italiana) del 5 aprile 2023.

È possibile chiedere informazioni e/o chiarimenti scrivendo a: italiancouncil@cultura.gov.it Maggiori informazioni nella pagina dedicata sul sito della DGCC: https://creativitacontemporanea.beniculturali.it/italiancouncil-edizione12/

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto è da sempre un luogo romantico: scrigno di mille storie d’amore e passione tra uomini, dei e miti.
Per tale ragione il MArTA propone per l’annuale Festa degli Innamorati intitolata a San Valentino (il vescovo di Terni morto a Roma proprio il 14 febbraio del 273) la possibilità di un regalo originale e altamente simbolico.
Un abbonamento “MyMArTA” che con soli 15 euro (adulto dai 26 ai 64 anni) consente di entrare al Museo per tutto l’anno e di acquistare un biglietto per accompagnatore con uno sconto del 50%.
Con questo abbonamento è possibile, inoltre, regalare a una terza persona un codice promozionale, che dà la possibilità di acquistare un abbonamento al costo ridotto di 12 euro.
Coppie e innamorati dell’amore vi aspettiamo.

L’orecchino a navicella è l’emblema delle articolate realizzazioni dell’arte orafa tarantina. Tutti i minuti particolari della decorazione fitomorfa sono infatti ottenuti attraverso l’utilizzo della tecnica a filigrana e a granulazione. L’area nord-orientale del mondo ellenico, in particolare la Macedonia, restituisce modelli similari. Nel dettaglio, la navicella è sormontata da elementi vegetali e lateralmente decorata da Nikai (figure femminili alate) e piccole colombe, pendenti ad anfora sospesi a catenelle e a fili aurei con rosette.

A partire dal 1 febbraio 2023, sulla piattaforma www.artbonus.gov.it, prende il via la VII edizione del Concorso Art Bonus, l’iniziativa organizzata dal Ministero della Cultura e ALES Spa, con la collaborazione di Promo PA Fondazione, finalizzata a rendere protagonisti i cittadini che potranno esprimere il loro gradimento su oltre 260 progetti beneficiari dei fondi Art Bonus nel 2022.
Alla fine del 2022 risultano oltre 2.434 gli enti registrati al portale Art Bonus, 31.275 i mecenati, 5.731 gli interventi pubblicati sulla piattaforma, più di 757.020.319 i milioni di euro raccolti su tutto il territorio nazionale.
Quindici sono le regioni nelle quali si trovano i progetti in gara (Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto).
Per votare, basta un semplice clic o like. Tutti gli utenti che accederanno alla piattaforma potranno scegliere i progetti Art Bonus del proprio territorio e le istituzioni che si prendono cura del patrimonio culturale. Questa iniziativa contribuisce anche a diffondere la conoscenza dell’Art Bonus in quelle regioni italiane che potrebbero ottenere maggiori benefici dall’applicazione della norma.
La novità di questa edizione è l’introduzione di due categorie di progetti:
1) categoria “Beni e luoghi della cultura”: concorrono progetti di restauro e manutenzione di beni culturali e progetti di sostegno a favore di musei, biblioteche, archivi, aree archeologiche, complessi monumentali;
2) categoria “Spettacolo dal vivo”: comprende tutti i progetti di sostegno agli enti e alle attività di spettacolo.
I vincitori della 7° edizione saranno due, uno per ciascuna categoria.

Le fasi di svolgimento del Concorso Art Bonus 2023:

FASE 1 – Prima eliminatoria sul sito Art Bonus
dal 1° febbraio 2023 fino alle ore 12.00 del 21 febbraio 2023 le votazioni si svolgeranno esclusivamente sulla piattaforma artbonus.gov.it/concorso2023. Sarà possibile esprimere una sola preferenza per ciascun progetto in gara ma ogni utente potrà votare più progetti. I voti ricevuti da ciascun progetto saranno visibili in tempo reale.

FASE 2 – Seconda eliminatoria sul sito Art Bonus
dalle ore 13 del 21 febbraio 2023 fino alle ore 12.00 del 14 marzo 2023 resteranno in gara sulla piattaforma del concorso i soli progetti che avranno ricevuto almeno 200 voti. I progetti con più di 200 voti rimasti in gara saranno divisi in due categorie: “Beni e luoghi della cultura” e “Spettacolo”. I sei progetti di ciascuna categoria che risulteranno più votati alla data del 14 marzo accederanno alla fase finale che si svolgerà solo sui canali FB e IG di Art Bonus.

FASE 3 – Finale sui canali Facebook e Instagram di Art Bonus
dalle ore 12.00 del 15 marzo fino alle ore 12.00 del 30 marzo 2023 i primi 12 progetti con il maggior numero di voti sulla piattaforma parteciperanno alle votazioni solo sui canali social, sfidandosi a suon di “Likes” sui profili Facebook e Instagram di Art Bonus. I 12 progetti finalisti saranno così suddivisi: 6 per la categoria “Beni e luoghi della cultura” + 6 per la categoria “Spettacolo”.

FASE 4 – Proclamazione vincitori
i voti ottenuti da ciascun progetto sui social saranno sommati ai voti precedentemente ricevuti sulla piattaforma Art Bonus. La somma di questi voti determinerà l’ordine finale delle due classifiche e i due vincitori, uno per ogni categoria: 1° classificato categoria “Beni e luoghi della cultura”, 1° classificato categoria “Spettacolo”.
L’Art Bonus è la misura introdotta con la Legge n. 106 del 29 luglio 2014 e resa permanente con la Legge di stabilità 2016, che prevede un credito d’imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura.

Si rinnova l’appuntamento della prima domenica del mese con ingressi gratuiti in tutti i Musei nazionali. Per l’occasione, anche il Museo Archeologico Nazionale di Taranto MArTA, il prossimo 5 febbraio, parteciperà all’atteso appuntamento mensile, mantenendo, come sempre in occasione delle domeniche gratuite, l’orario 8:30-19:30, con la preziosa collaborazione di tutti i dipendenti del Museo tarantino che, come già accaduto in questi anni, ha consentito, nonostante le note difficoltà, di realizzare progetti, aperture straordinarie e iniziative speciali.
Il personale è, insieme al patrimonio archeologico custodito all’interno delle sale museali, una delle più grandi risorse del Museo – commenta il Direttore Regionale Musei Puglia, Luca Mercuri, delegato dal Direttore Generale Musei, Massimo Osanna, alla direzione del Marta e che ha condotto ieri il tavolo sindacale chiamato a discutere della programmazione annuale dei festivi, ma anche dei progetti di miglioramento che riguarderanno il museo tarantino per tutto il 2023.
Domenica 5 febbraio, dunque, il MArTA rimarrà aperto per tutta la giornata e resterà aperto dalle 9:00 alle 14:00 nelle altre tre domeniche del mese di febbraio.
Si tratta di una rimodulazione oraria temporanea, limitata al periodo in cui l’affluenza dei visitatori è fisiologicamente più bassa – spiega ancora il dott. Luca Mercuri – e scaturita da una indispensabile attività di programmazione su base annuale, tenuto conto che ciascun addetto alla vigilanza, per legge, non può superare nell’anno un certo limite di giornate lavorative festive. A partire dalla prima domenica del mese di marzo, però, tutte le domeniche torneranno ad essere fruibili sia nella fascia del mattino che del pomeriggio. Una soluzione che garantisce l’apertura 7 giorni su 7 di uno dei presidi culturali più importanti del territorio, resa possibile anche grazie allo spirito di collaborazione del personale del MArTA, anche in previsione dell’arrivo, previsto per i prossimi mesi, di nuove risorse umane.
Il Ministero della Cultura sta mostrando grande attenzione a queste criticità ed è al lavoro per attuare lo scorrimento delle graduatorie dell’ultimo concorso per assistenti alla vigilanza, nei tempi più brevi possibili.
Nell’incontro sindacale di ieri è stato concordato, inoltre, un importante rafforzamento dell’offerta per quanto riguarda il servizio di visite guidate e attività didattiche, basato sulla valorizzazione delle competenze dello staff interno e di cui sarà data a breve comunicazione sul sito web del Museo, a beneficio di uno dei target privilegiati della fruizione, quello delle Scuole.

Prosegue la rassegna “MArTA in Musica”, le matinée domenicali tra musica e archeologia nate dalla collaborazione tra Orchestra della Magna Grecia e Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Domenica 12 febbraio alle ore 11.45 la Sala Multimediale del MArTA ospiterà “Due voci, un pianoforte – Percorsi della canzone d’autore”. Protagonisti saranno la voce di Patty Lomuscio e la voce e il pianoforte di Mario Rosini. Il biglietto per assistere a “Due voci, un pianoforte” di domenica 12 febbraio alle ore 11.45 nell’ambito di “MArTA in MUSICA le matinée domenicali” potrà essere acquistato nella sede dell’Orchestra della Magna Grecia (a Taranto, in Via Ciro Giovinazzi n° 28) e su TicketSms: https://www.ticketsms.it/it/event/WK1ghiMu

Ingresso consentito dalle ore 11.15
Inizio ore 11.45

Il costo del biglietto è di euro 8,00.
Info e prenotazioni
Orchestra della Magna Grecia

Front Office: Via Giovinazzi n. 28 a Taranto
Sito web orchestramagnagrecia.it
Tel. + 39 392 91 999 35

All’ingresso del MArTA il giorno del concerto sarà consegnato ad ogni possessore del biglietto del concerto un coupon della validità di una settimana (dalla domenica del concerto evento al sabato successivo) che darà diritto ad un ingresso gratuito al Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Il coupon ha validità dalla domenica del singolo evento concerto fino al sabato successivo e deve essere utilizzato tassativamente entro lo stesso periodo per la prenotazione e per l’ingresso gratuito al Museo Archeologico Nazionale di Taranto inserendo il codice coupon sulla piattaforma e-ticketing del Museo Archeologico Nazionale di Taranto: https://www.shopmuseomarta.it

L’ingresso al Museo del possessore del coupon è condizionato in ogni caso al numero di posti disponibili nella fascia oraria selezionata.

Stele con iscrizione bilingue, ebraica sul prospetto e latina sulla parte superiore; i testi sono corrispondenti e recitano: “Qui riposa in buona memoria Samuele, figlio di Silano insieme con Ezechiele, suo zio, il quale visse quarantadue anni. Sia pace sul luogo del loro riposo. Amen”. Sul retro è inciso un candelabro a sette bracci; sui lati è presente uno shofar (strumento musicale).

Alla buona memoria di Ester, figlia di Basilio. Qui giace. Venga la pace e riposi sul suo giaciglio”. È quanto si legge su una delle stele funerarie ebraiche esposte al Museo Archeologico Nazionale di Taranto. La stele, del IX secolo, reca, sul lato superiore, anche l’incisione di una menorah: il candelabro rituale a 7 braccia tipico del culto ebraico.
L’antica Tarentum ospitò una nutrita comunità ebraica e la stele di Ester, ritrovata nel 1884 nel Borgo Umbertino di Taranto, vicino all’attuale ospedale civile, è solo uno dei reperti che testimoniano una società attiva, multiculturale e operante liberamente nel territorio di Taranto.
Nella Giornata della Memoria che si celebra come ogni anno il 27 gennaio, la visita al Museo e alle sale espositive de “La città tardoantica e altomedievale”, può essere un bel modo per onorare quella cultura e quella storia che la Shoah pensava di poter cancellare.

Torna l’appuntamento con #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali.
Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura dei luoghi della cultura la prossima domenica 5 febbraio 2023, anche all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
All’interno del MArTA si potranno visitare tutte le sale del percorso espositivo permanente e quelle al piano terra riservato alle mostre temporanee. Attualmente in queste ultime sale si può apprezzare l’esposizione “ATHENAION: Tarentini, Messapi e altri nel Santuario di Atena a Castro”.

INFO:

ogni prima domenica del mese

Ingresso gratuito
dalle ore 8:30 alle ore 19:30
(ultimo ingresso prenotabile alle ore 19:00 – nessun limite di ingresso di visitatori)

Visitare il MArTA è ormai una esperienza sinestetica: un viaggio tra percorsi sensoriali e cognitivi differenti in grado di coinvolgere più sensi.
Un’emozione per chi entra in un Museo attratto dalla storia, dall’arte, dalla musica o semplicemente dall’atmosfera che si respira e che ha reso oggi il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, una delle più grandi fucine culturali del Sud Italia.
Oggi il MArTA è modello e visitarlo consente di passare dal paleolitico inferiore al Medioevo, dall’arte orafa del IV sec. a.C. all’oro galvanizzato dell’arte contemporanea di Federico Gori, dalla musica del premio Oscar Dario Marianelli alla composizione di Achille Lauro, fino all’antesignana forma di Barocco nei girali degli scultori tarantini che lavorarono alla costruzione del santuario di Athena a Castro.
Il MArTA dentro e fuori dalle sue mura racconta la grandezza di una civiltà che fu in grado di contaminare con la sua arte e la sua cultura buona parte del Mediterraneo.
Ecco in sintesi cosa vedere al Museo Archeologico Nazionale di Taranto e dove trovarlo in Italia e all’estero.

Le collezioni permanenti
I tre piani del Museo Archeologico Nazionale di Taranto offrono al visitatore uno spaccato dettagliato della vita, dei costumi e delle ritualità legate alle civiltà che abitarono questa porzione del Mediterraneo dalla Preistoria e Protostoria, dal periodo della fondazione spartana di Taranto alla conquista romana, fino alla città tardoantica e altomedievale.
Tra i reperti iconici vi sono certamente le opere dell’arte orafa tarantina con i mitici “Ori”, la sezione atleti e guerrieri con la sepoltura e i resti dell’antico alteta di Taranto, e i capolavori dell’arte ceramica magnogreca, alcuni dei quali tornati in Italia tra il 2009 e il 2010, grazie all’impegno del Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.

La mostra “Athenaion: Tarentini, Messapi e altri nel Santuario di Atena a Castro”
Inaugurata lo scorso 20 dicembre nel pianterreno del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA la mostra “Athenaion: Tarentini, Messapi e altri nel Santuario di Atena a Castro”, a cura di Francesco D’Andria – Accademico dei Lincei, professore emerito dell’Università del Salento e Direttore degli scavi e del Museo Archeologico di Castro e Eva Degl’Innocenti – Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
La mostra è un racconto inedito della città di Taranto perché dal punto di vista scientifico apre un contesto nuovo per la lettura della storia e del suo territorio. Le indagini archeologiche condotte a Castro (LE), nel Salento leccese, a partire dall’anno 2000, in collaborazione tra il Comune di Castro, l’Università del Salento e le Soprintendenze del Ministero della Cultura, tra cui attualmente la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce hanno permesso di identificare il Santuario di Atena (Athenaion) citato da numerose fonti letterarie, in particolare da Virgilio che, nel libro III dell’Eneide, descrive il primo approdo in Italia dei Troiani in fuga da Troia, guidati da Enea. Gli studi effettuati hanno posto l’attenzione sul ruolo svolto dal luogo sacro come spazio di incontro tra genti diverse, greci, messapi, popoli dell’opposta sponda balcanica, in un punto strategico della navigazione antica, all’ingresso del mare Adriatico.

L’arte contemporanea con “L’età dell’oro” di Federico Gori
L’età dell’oro è il progetto espositivo realizzato da Federico Gori – a cura di Eva Degl’Innocenti e Lorenzo Madaro – visibile fino all’8 gennaio 2023 dentro le sale del Museo Archeologico di Taranto.
Il titolo della mostra deriva da quello della principale opera esposta, L’età dell’oro (la muta), finanziata dal bando PAC – Piano per l’Arte Contemporanea del Ministero della Cultura, vinto un anno fa dal MArTA, ormai acquisita in esposizione permanente. L’età dell’oro (la muta) è costituita da una teca in legno e vetro trasparente, contenente su più livelli sculture in oro, argento, bronzo, rame e ferro: risultato della trasformazione di 28 esuvie di diversi serpenti.
I vari metalli utilizzati sono un chiaro riferimento alle età del mondo, descritte nel secondo mito de Le opere e i giorni di Esiodo. L’esuvia è simbolo della mutazione in natura, motivo dominante di tutta la mostra, e la scelta dell’oro pone in forte dialogo l’opera con i preziosi ori tarantini collocati nel museo.

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto arriva anche in Argentina.
Il MArTA ha portato infatti nella sua capitale Buenos Aires alcuni suoi tesori per la mostra intitolata “Tesoros del Museo Arqueológico Nacional de Taranto. Griegos y otras civilizaciones antiguas del Sur de Italia” (“Tesori del Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Greci e altre civiltà antiche del Sud Italia”).
L’esposizione si tiene al Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires dal 7 dicembre 2022 al 5 marzo 2023.
Obiettivo della rassegna: portare all’attenzione del pubblico argentino una selezione di reperti appartenenti alle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA) e illustrativi degli aspetti culturali e produttivi più rappresentativi dell’antica città di Taranto, unica colonia greca della Puglia, e delle altre popolazioni che abitavano in antico la regione pugliese.
Curata da Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, e da Lorenzo Mancini, funzionario archeologo del MArTA, gli oggetti selezionati sono stati scelti, per la loro capacità di evocare, con l’efficacia sintetica del simbolo, temi complessi quali la società, l’ideologia funeraria, la cultura figurativa, le produzioni, il patrimonio di racconti mitici e le credenze religiose dei Greci di Taranto e delle altre antiche civiltà della Puglia, in un periodo compreso tra l’VIII secolo a.C. e il II secolo a.C., quando si compie l’inserimento della regione nella nascente Italia romana.
Il progetto esportare le eccellenze dell’archeologia europea e racconta le storie di una delle più importanti città del Mediterraneo antico: la colonia greca di Taranto, definita la ‘Parigi del mondo antico’ per la sua influenza culturale e la sua capacità di plasmare mode e costumi. Ma anche le storie dei popoli che hanno convissuto con i Greci nella regione Puglia, la più orientale del Sud Italia, il tacco della Penisola”.

Il MArTA a Bari nella mostra “Antichi popoli di Puglia. L’archeologia racconta”
“Antichi popoli di Puglia. L’archeologia racconta” è il titolo della mostra nelle sale del Castello Svevo di Bari.
L’allestimento inaugurato durante la Notte dedicata a San Nicola, tra il 5 e il 6 dicembre, è a cura del direttore Generale Musei, Massimo Osanna e del direttore regionale Musei Puglia, Luca Mercuri.
L’esposizione, prodotta interamente dal Ministero della Cultura e dalla Direzione Regionale Musei di Puglia, propone un viaggio nel tempo attraverso l’archeologia delle civiltà pugliesi, dai dauni ai peuceti, dagli japigi ai messapi, passando per uno dei centri nevralgici della Puglia antica, ovvero Taranto.
Sono, infatti, oltre seicento i reperti attraverso i quali si ricostruisce il racconto dei popoli di Puglia in un arco temporale che va dall’VIII secolo a.C. fino all’epoca dell’imperatore Augusto.
All’esposizione hanno contribuito i musei pugliesi civici e regionali, le Soprintendenze, la Direzione Regionale Musei Basilicata e il Museo Archeologico Nazionale di Taranto con 36 reperti provenienti prevalentemente dall’area dell’acropoli di Saturo, dallo scavo tarantino di via Leonida e dalle tombe di Canosa.
La grande mostra che rimarrà aperta fino al prossimo 31 marzo, oltre i 600 reperti provenienti dai maggiori Musei di Puglia e Basilicata, anche l’installazione di video arte site-specific “Chronos” allestita all’interno della Sala Bona Sforza del Castello Svevo.

C’è un modo efficace per propiziarsi un anno ricco di stimoli. E’ conservare in noi l’opportunità di conoscere, meravigliarsi, stupirsi.
Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto a tal proposito propone da alcuni anni formule di abbonamento dedicate a tutte le fasce d’età e ormai da due anni anche una carta virtuale, la MArTA Gift Card, che consente di visitare anche da lontano e grazie agli strumenti digitali, uno dei musei archeologici più importanti del mondo.
Gli abbonamenti comprendono cinque formule, per varie tipologie di pubblico, dai giovani ai seniores, alle famiglie, agli individuali, passando per le corporate.
L’abbonamento “My MArTA” costa 15 euro per l’intero anno ed è destinato ad adulti dai 26 ai 64 anni.
L’abbonamento dà diritto allo sconto del 50% su un biglietto intero per un accompagnatore, non cumulabile con altre riduzioni e prevede la possibilità di regalare a una terza persona un codice promozionale, che dà la possibilità di acquistare un abbonamento al costo ridotto di 12 euro.
L’abbonamento “Family MArTA” costa 22 euro sempre per l’intero anno ed è destinato ad una coppia di adulti di maggiore età di 25 anni con un massimo di 5 figli minori.
L’abbonamento “Young MArTA” destinato a giovani tra i 18 e i 25 anni costa solo 6 euro l’anno. Mentre il “Forever Young +65 MArTA” è destinato agli adulti over 65 e costa 12 euro.
Previste tariffe speciali per aziende e associazioni, da regolare mediante convenzione stipulata con il Museo per l’abbonamento “Business Corporate MArTA”.
Gli abbonamenti sono personali e non cedibili e possono essere acquistati anche dai possessori di 18app.
La MArTA Gift card, invece, grazie ad una donazione consente di regalare l’esperienza del tour virtuale in 3D all’interno di uno del Museo di Taranto.
20 mila anni di storia attraversati grazie ad un cursore mosso dal nostro mouse che ci consente di entrare all’interno delle vetrine del MArTA e conoscere da vicino i dettagli che hanno accompagnato la vita di uomini e donne del Mediterraneo.
La MArTA Gift Card è un ottimo regalo per chi ama la storia, per chi ama l’esperienza dei tour 3D, ma anche per chi, vivendo lontano, non ha la possibilità di fruire di questa bellezza frequentemente.
A fronte di una donazione, anche piccola, potrai regalare il tour del Museo e ricevere l’attestato di MArTA Ambassador, diventando così un vero e proprio mecenate del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

Tutte le info su www.shopmuseomarta.it

Quest’anno il nostro biglietto d’auguri per le festività è il sonaglio a forma di culla con un bambino, ritrovato nel 1940 in una tomba di via Crispi a Taranto.
La terracotta policroma del I secolo a.C. oltre ad essere un’immagine tenera legata al valore della vita, rappresenta per certi aspetti anche il percorso del Museo Archeologico Nazionale di Taranto compiuto in questi anni: un luogo vivo che stimola, come il sonaglio con i neonati, costantemente il rapporto con il territorio, con il mondo dell’arte e della cultura, e con le altre istituzioni culturali italiane e straniere.
Un luogo di “cose” dal passato che tornano ad essere vive e dinamiche, e che grazie a tutto ciò tornano ad essere straordinariamente presenti.
Riattiviamo i sonagli nelle nostre vite e buone feste a tutti!

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Conferenza stampa della direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti: “Sette anni bellissimi. Il MArTA è ora il Museo di un’intera comunità conosciuto in tutto il mondo”

La direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, prende in prestito le parole del suo grande maestro, l’archeologo italiano Riccardo Francovich, per delineare la parabola in costante crescita e l’operato dei suoi sette anni alla guida del MArTA, uno dei musei archeologici più importanti al mondo.
“L’archeologia – dice – non serve solo a comprendere il passato ma a costruire il presente e il futuro”.
E di presente e futuro nella Sala Incontri del Museo di Taranto, ce n’era tanto.
Gremitissima di rappresentanti istituzionali, società civile, mondo del terzo settore e della cultura, artisti e associazioni che in questi anni, proprio grazie alla svolta impressa dalla direttrice Eva Degl’Innocenti, hanno costruito attorno al museo una comunità.
Un museo di comunità che ha creato occasioni di ricerca, tutela, valorizzazione e rilancio del patrimonio archeologico custodito all’interno del MArTA, ma non con una visione passatista dell’archeologia, ma destinata ad essere promotrice di futuro, come il payoff del museo tarantino da sempre sottolinea.
“Paste for future”, ha detto in questi anni la direttrice del cambio di passo, lavorando gomito a gomito con tutto il personale del MArTA.
“Ringrazio il personale del Museo che in questi anni ha lavorato con grande spirito di abnegazione e passione nonostante quasi il 70% di carenza di organico; ringrazio tutto il personale di Accoglienza, Fruizione e Vigilanza per la sicurezza e la garanzia dell’apertura del Museo perché è stata davvero molto complicata. Inoltre voglio ringraziare i Sindacati, la RSU, le parti sociali perché in questi anni l’attività è stata svolta con massima stima reciproca”, precisa la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti.

“Il lavoro svolto non sarebbe stato possibile senza l’intervento di tutta la comunità”, sottolinea la direttrice. “Taranto ha sempre avuto una grande volontà di riscatto e autorevolezza che si basa su un passato importante. Il MArTA è stato esportato al Museo Nazionale di Belle Arti di Buenos Aires in Argentina con 60 opere in mostra, mettendo in luce il ruolo importante di Taranto come antica capitale culturale del Mediterraneo occidentale, la “Parigi del mondo antico”. In questi anni abbiamo lavorato con una visione in cui il passato, il presente e il futuro sono sempre stati coesi e l’archeologia è stata in costante dialogo con la contemporaneità. Abbiamo fatto un lavoro collettivo con il territorio in modo che il museo, nato con la nascita della città moderna di Taranto alla fine dell’800, potesse fortificare la sua vocazione identitaria e il “significato singolare plurale” di Magna Grecia”.

Inoltre, continua la direttrice Eva Degl’Innocenti: “Abbiamo aperto il museo alla città e abbiamo trovato professionalità di grande valore in tutte le istituzioni, associazioni, università e centri di ricerca. Ma una grande forza di questa città è stato l’impegno delle istituzioni: la Prefettura, la Questura, i Carabinieri, la Marina Militare, la Regione Puglia e l’Amministrazione Comunale a cui va un grande plauso perché sta contribuendo in modo decisivo alla rinascita di Taranto”.
Si tratta di un bilancio in cui le attività di ricerca e di digitalizzazione del Museo continueranno anche in futuro attraverso progetti creati in questi anni.

“La forza di Taranto”, prosegue la direttrice, “consiste soprattutto nella comunità e nell’associazionismo. Il vuoto istituzionale vissuto alcuni anni fa ha fatto sì che la città riprendesse forza intorno a un grande progetto comune identitario e di comunità. Quando arrivai al museo il 1 dicembre 2015, trovai l’ottimo lavoro di allestimento del primo piano realizzato dalle Soprintendenze ed il secondo piano del MArTA in cantiere e non ancora aperto al pubblico. Durante un dibattito mi venne chiesto se avessi letto un libro che parlava di Taranto come “città problema”, oggi direi “Taranto città opportunità” perché è un grande cantiere non soltanto urbanistico ma anche di idee dallo spirito territoriale molto forte e al contempo internazionale, Taranto al centro di un Mediterraneo che unisce e non divide”.
Poi la direttrice Eva Degl’Innocenti parla del suo legame con la città destinato ad andare oltre il mandato al MArTA.
“Per me è un momento difficile lasciare perché non si è trattato di un semplice lavoro, ma anche di una missione di vita e purtroppo come ogni percorso, ha un termine. Sono stata onorata di essere stata per sette anni una dipendente del Ministero della Cultura perché ha grandi professionalità che possono insegnare ed essere da esempio per tutto il mondo. In vista del mio mandato in scadenza, ho vinto la selezione pubblica europea del Comune di Bologna, ma avrò la possibilità di tornare spesso a Taranto dal momento che i sindaci dei due Comuni stanno stipulando un protocollo di intesa”.

La ricerca, l’educazione e la formazione rappresentano i valori alla base del piano strategico del MArTA che hanno consentito di raggiungere importanti obiettivi molto positivi nonostante la carenza di organico. “All’inizio non è stato facile perché il Museo era un cantiere e il secondo piano doveva essere terminato”, sottolinea la direttrice: “Il MArTA è passato da una gestione di museo-ufficio della Soprintendenza Archeologia della Puglia a Museo ad autonomia speciale, quindi con un bilancio autonomo e per la prima volta autonomo in vari aspetti gestionali, non semplici – il museo è diventato anche Stazione Appaltante – che hanno richiesto molto lavoro e tanta dedizione. Quando sono arrivata mi sembrava una città che aveva perduto la sua memoria e una città che non ha memoria, consapevolezza del proprio passato, delle sue radici e della sua identità, non può produrre sviluppo. Inclusione, democrazia culturale e accoglienza non sono in contraddizione con la ricerca, l’accademia e il lavoro scientifico, ma fanno parte della stessa missione del museo. Lo abbiamo dimostrato.”
“Ora questo è un Museo aperto, centro di ricerca e educazione, luogo di dialogo, attivatore di cittadinanza attiva e propulsore culturale ed economico – ha concluso – e sono certa che riuscirà a progredire ulteriormente, anche senza di me”.

Teca porta-cosmetici in lamina d’argento con dorature a caldo proveniente dalla Tomba degli Ori di Canosa. È costituita da due valve imitanti la forma della conchiglia Pecten jacobaeus, unite da una cerniera recante l’iscrizione puntinata in lingua indigena OPAKAS SABALEIDAS, verosimilmente riferibile alla proprietaria. All’interno del coperchio è raffigurata a sbalzo una Nereide adagiata sul corpo di un mostro marino (ketos), nel cui occhio è incastonato un granato. L’esterno del coperchio riproduce lo stesso motivo della Nereide su ketos con alcune varianti. Nei pressi della cerniera sono incisi a bulino due delfini simmetrici su un motivo a onde correnti.

È terminata a Taranto la “Notte delle Candele”, la rassegna invernale organizzata da Euforica Aps in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti, il Consiglio regionale pugliese e il Comune di Taranto.
“Alla scoperta del Buio – Discovering Darkness” è stata infatti la tappa tarantina dell’evento che, all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, ha proposto ai visitatori l’esperienza inedita di una visita a lume di candela (elettrica per questioni di sicurezza) all’interno delle sale espositive del MArTA.
L’iniziativa si è svolta lo scorso 17 dicembre, all’indomani della visita al MArTA di alcuni delegati dell’Ambasciata Svedese e del Coro svedese di Santa Lucia.
La “Notte delle Candele”, che si è svolta nella “Settimana Svedese in Puglia”, è un progetto di valorizzazione del culto di Santa Lucia nella tradizione pugliese, attraverso la creazione di un cammino della luce: un itinerario turistico-esperienziale e culturale accessibile anche ai non vedenti o ipovedenti.

Proveniente da Mottola nella chora tarantina, la parure oggi esposta nella Sala XI del MArTA venne acquisita alle collezioni del Museo a seguito di una lunga procedura di acquisto avviata nel 1936 per interessamento di R. Bartoccini, che la individuò sul mercato antiquario di Bari. Pur in assenza di informazioni sul contesto di rinvenimento e sugli altri elementi eventualmente facenti parte del corredo, la parure costituisce una straordinaria testimonianza del livello di eccellenza e padronanza tecnica raggiunto dall’artigianato orafo tarantino nel primo quarto del III sec. a.C. Ne fanno parte una collana, un anello e il bracciale in oro a verga tortile.

Questa collana a nastro con terminali a palmetta costituisce un unicum nella produzione orafa tarantina. Consta di sei catene a maglia doppia saldate insieme, a formare un nastro piatto e semirigido i cui terminali, muniti di occhielli, ne consentivano la sospensione “da spalla a spalla” sull’abito.

Come iniziare il nuovo anno in maniera stimolante e originale.

La proposta viene dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto che invita tutti al MArTA nei giorni 1 e 2 gennaio 2023.

Il primo gennaio coincide con il programma previsto per la Prima Domenica del Mese, che secondo quanto disposto dalla circolare ministeriale offre a tutti i visitatori l’ingresso gratuito ai luoghi di cultura italiani.

Dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle ore 19.30, si potrà dunque godere della fruizione gratuita di tutti i piani espositivi del Museo di Taranto e dellamostra “Athenaion: Tarentini, Messapi e altri nel Santuario di Atena a Castro”.

Lunedì 2 gennaio il museo non sarà riservato, come di consueto, ai gruppi, ma sarà aperto a tutti osservando l’orario d’ingresso previsto dal martedì al sabato, e orario continuato dalle 8.30 alle 19.30, con ultimo ingresso prenotabile alle ore 19.00.

Per prenotare la propria visita www.shopmuseomarta.it

Siamo nel periodo dell’anno in cui spesso la scelta del regalo giusto per parenti o amici porta via molto tempo. Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto propone, ormai da alcuni anni, il regalo che è anche una esperienza di arricchimento e condivisione.

Si tratta della MArTA Gift card: una carta virtuale che grazie ad una donazione consente di regalare l’esperienza del tour virtuale in 3D all’interno di uno dei musei archeologici più importanti del mondo: il MArTA di Taranto.

20 mila anni di storia attraversati grazie ad un cursore mosso dal nostro mouse che ci consente di entrare all’interno delle vetrine del MArTA e conoscere da vicino i dettagli che hanno accompagnato la vita di uomini e donne del Mediterraneo.
La MArTA Gift Card è un ottimo regalo per chi ama la storia, per chi ama l’esperienza dei tour 3D, ma anche per chi, vivendo lontano, non ha la possibilità di fruire di questa bellezza frequentemente.
A fronte di una donazione, anche piccola, potrai regalare il tour del Museo e ricevere l’attestato di MArTA Ambassador, diventando così un vero e proprio mecenate del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

La tua donazione sarà utilizzata per finanziare progetti scientifici e culturali e per la formazione di giovani ricercatori.

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