Mostra Archè al MArTA di Taranto

MOSTRE ED EVENTI
23 luglio 2021 - 9 gennaio 2022 MOSTRA CONCLUSA

Il Museo archeologico nazionale di Taranto ospita dal 26 settembre 2025 al 1 febbraio 2026, Archè, un percorso che esplora l’acqua dolce come bene naturale e culturale, attraverso reperti mai esposti prima, provenienti dai ricchissimi depositi del MArTA. Un viaggio che si estende fino all’epoca medievale e moderna, per raccontare una città stratificata e viva come Taranto.

“Nello scenario contemporaneo, in cui sono sempre più percepibili gli effetti del cambiamento climatico, in cui si avverte la necessità di un uso equo e solidale delle risorse idriche, occorre ripartire dalle origini, dalla storia più antica delle genti che hanno abitato il nostro territorio: un tema di memoria, di consapevolezza e di riscoperta del passato comune, per costruire al meglio il nostro futuro. Nel progettare la mostra sull’acqua, si è scelto infatti di richiamare il termine Archè, il principio di tutto, caro alla filosofica greca. Il progetto espositivo nasce con l’obiettivo di presentare al pubblico, in un panorama articolato, diacronico, e con diverse narrazioni e vari approfondimenti tematici, le forme dei vasi e quegli oggetti legati alla quotidianità dell’acqua, e ai diversi usi antichi, che provengono da Taranto e dai territori vicini”.

Stella Falzone, direttrice del Museo archeologico nazionale di Taranto, commenta così la ratio che ha guidato tutto il gruppo di lavoro del museo tarantino, che è stato impegnato nell’allestimento della mostra che, nell’ambito della 64^ edizione del Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia, è stata inaugurata venerdì 26 settembre 2025 al MArTA, alla presenza di studiosi e ricercatori e del Direttore Generale della Direzione Generale Musei Prof. Massimo Osanna.

“Un lavoro di “emersione” – continua la direttrice Stella Falzone – che ci consente di riportare alla luce reperti che solo per questioni di spazio rimangono al buio dei depositi, e che in occasioni come queste ci permettono inoltre di ampliare il racconto fino all’epoca medievale e moderna di questa città così stratificata”.

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